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Referendum. “L’Italia s’é desta” canta il nostro inno. Ha vinto il popolo del web

Ci siamo, è successo quello che da 20 anni non accadeva, il quorum è raggiunto con oltre il 57% in tutti i quesiti, sfondando le migliori aspettative, decretato così all’abrogazione dei quattro quesiti referendari. “L’Italia s’é desta” canta il nostro inno nazionale, e così pare. Primo paese in assoluto (dal referendum del 1987) che ha compreso l’inconsistenza/pericolosità dell’industria nuclearista, riconfermando dopo 24 anni, l’anima ambientalista italiana nettamente contraria al ritorno del nucleare.

Il timore più grande era coprire l’elettorato estero. Con mossa invereconda, era in forse il voto dei cittadini residenti fuori dal Paese, pertanto era indispensabile superare la quota di 53,51%. per evitare ulteriori complicazioni. La democrazia diretta ha superato il populismo della maggioranza. Una grande mobilitazione di buon senso e responsabilità ha trattando temi importanti come acqua, nucleare e giustizia. Un segnale fortissimo dal basso è partito per la seconda volta verso i vertici del governo che ancora una volta non hanno compreso ne saputo ascoltare umori ed esigenze del tessuto   sociale nazionale. Il successo del referendum è proporzionato al fallimento delle proposte del governo che, visto l’esito, erano nettamente opposte al volere del paese e di questo non voleva tenere conto nonostante ne avesse sentore.

Gli ultimi tentativi in extremis

In coerenza con la sequela di azioni sleali, a poche ore dalla chiusura dei seggi, si gioca l’ultimo espediente del Ministro Maroni e del premier. Nel disperato tentativo di demotivare l’affluenza alle urne, nel momento di massima apprensione per l’esito del quorum, a seggi aperti, il premier in extremis tenta il tutto per tutto dichiarando il raggiungimento del quorum e un patetico addio al nucleare. “In queste ultime ore di voto, in cui si gioca il raggiungimento del quorum, è gravissimo, intollerabile e inaccettabile che il presidente del Consiglio Berlusconi interrompa il silenzio elettorale con le sue valutazioni politiche. Parole che potrebbero influenzare la partecipazione elettorale degli italiani. Anche di questo si dovrà iniziare a discutere da domani”. Ad evidenziare la gravità dell’accaduto è Massimo Donati capo gruppo Idv alla Camera. Prima ancora, in perfetta linea con il presidente del consiglio, il Ministro Maroni, comunica in fax-simile. Maurizio Migliavacca (Pd) sottolinea quanto sia inopportuno e scorretto il comportamento del ministro. “Le affermazioni del ministro Maroni sul quorum sono inopportune e incredibili”.

Ha vinto internet

E’ palese la vittoria di internet come strumento di informazione e divulgazione nella campagna referendaria che ha visto protagonista la società civile. Bypassando i canali d’informazione tradizionali, e di partito, il popolo italiano ha deciso di attingere autonomamente a informazioni maturando così un pensiero autonomo slegato da ogni fazione politica e ideologica. Un atto d’amore verso se stessi e il prossimo. Per la prima volta, il potere mediatico del presidente del consiglio è stato completamente esautorato e reso inutile nonostante gli sforzi profusi per sabotare, censurare e deformare la campagna referendaria, rilegando così la Tv ad un ruolo marginale. La società civile ha raccolto/divulgato informazioni, organizzato iniziative di ogni genere, confermandosi indiscutibilmente protagonista di se stessa. Un momento “autodidatta” del paese che si è nutrito della sua stessa informazione grazie alle eccellenze presenti nel paese.

Ieri e oggi ha votato l’Italia che ama il paese, la parte più propositiva, presente a se stessa, pronta a cogliere l’attimo. Italia carpe diem.

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