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Immigrazione. A Ponte Galeria notte di proteste infuocate

Angiolo Marroni, garante detenuti Lazio: “Le ultime decisioni del governo hanno fatto detonare una situazione insostenibile”

ROMA –  Notte di tensione all’interno del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. Alcuni degli oltre 250 ospiti hanno appiccato il fuoco a suppellettili e alloggi della struttura. Lo rende noto il Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni.

La protesta sarebbe partita dal settore maschile della struttura, ed avrebbe coinvolto circa 70 immigrati. Uno di loro, leggermente ferito, è stato medicato in ospedale e subito riaccompagnato nel Centro. Ingenti i danni registrati. Proprio in queste ore la cooperativa che gestisce il CIE sta lavorando per ripristinare le condizioni di agibilità della struttura.

«L’ultimo provvedimento del governo ha fatto detonare una situazione che, nei CIE di tutta Italia, era da tempo al limite – ha detto il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – Con l’aumento dei tempi di permanenza da 6 a 18 mesi queste strutture sono state trasformate in luoghi  in cui gli stranieri, pur non avendo commesso reati, sono costretti per un anno e mezzo a vivere in vere e proprie carceri lager».

«Queste proteste – ha aggiunto il Garante – sono la diretta conseguenza di una politica migratoria, fortemente criticata dal mondo cattolico e dal volontariato, che si è sempre più inasprita nel corso di questi anni e che non tiene conto della sofferenza e della dignità di migliaia di disperati cui, nonostante l’opera delle forze dell’ordine e degli operatori che gestiscono i Centri, non è possibile garantire i diritti fondamentali. Le condizioni di vita all’interno dei CIE sono pesantissime e i sempre più lunghi tempi di permanenza trasformano queste strutture in luoghi di tortura dove proteste e atti di disperazione sono all’ordine del giorno».

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