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Scienziati a confronto: sentenza amara per i fumatori con le ultime sul tabacco al Polonio

ROMA – In occasione del convegno nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” svolto nella giornata mondiale contro il tabacco lo scorso 31 maggio, tra le altre novità, si è tracciato l’identikit del fumatore italiano medio, con tali caratteristiche: possiede un reddito medio, è istruito, spende sui 15 euro a settimana per acquistare sigarette, ha cominciato a fumare intorno ai 17 anni, ignora i centri antifumo. Ma, più di tutto, non vuole rinunciare al suo vizio anche per questioni di noia o mancanza di compagnia, ed è contrario al divieto di fumo in alcune aree aperte al pubblico.

Secondo alcune fonti – v.dati Doxa: istituto specializzato in sondaggi d’opinione- sono 11,8 milioni i fumatori italiani (22,7% della popolazione) e le ragioni principali per cui si inizia a fumare sono da attribuire: all’influenza degli amici/compagni di scuola e alla partecipazione alle feste (60,9%), al piacere provato nel fumare (20,3%), per un senso di emancipazione (6,6%), per imitazione nei confronti di familiari che fumano (4,8%), al provare un senso di “sicurezza” (2%), all’influenza dal partner (1,8%) e perché stressati o agitati (1,7%).

Alcuni studiosi hanno sottolineato che esiste una ragione in più per iniziare a fumare: quella di ridurre l’appetito: motivo “esibito” soprattutto dalla popolazione giovanile (15-24anni).
In base a recenti studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Università di Bologna e con l’Enea, si aggiunge un dato allarmante alla pericolosità – tra l’altro già comprovata  – del fumo, insomma un altro nemico della salute: si chiama Polonio. Difatti il Polonio alfa-radioattivo 2010 è usato come fertilizzante nelle piantagioni di tabacco, già ricche di polifosfati contenenti  radio e piombo. Con la combustione delle sigarette il fumo diventa radioattivo. Inoltre piombo e polonio raggiungono l’apparato broncopolmonare ed iniziano, in combinazione anche con altri agenti, l’attività cancerogena. Questi risultati, resi noti al convegno, sono stati realizzati campionando una manciata di marche di sigarette più usate in Italia: Camel Blu, Chesterfield Rosse, Diana Blu, Diana Rosse, Winston Blue, MS Rosse, MS Gialle, Merit Gialle, Marlboro Gold, Marlboro Rosse.
Dati i fatti, l’amara sentenza degli esperti di settore è stata la seguente: che il rischio biologico per un fumatore che consuma un pacchetto di sigarette al giorno per un anno sarebbe paragonabile a 25-30 radiografie antero-posteriori al torace. Come se già non bastassero i vecchi allarmismi di sempre.

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