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Pannella non mangia da 63 giorni. Appello corale: “Sospendi lo sciopero”

ROMA – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto a Pannella per chiedergli di sospendere lo sciopero della fame e della sete, intrapreso dal 20 aprile scorso per segnalare il problema del sovraffollamento nelle carceri. Il capo dello Stato riconosce a Pannella i meriti delle sue lotte “diventate patrimonio comune” ma lo prega “di desistere da forme di protesta che possono mettere a repentaglio la sua salute”. Nella lettera si legge che la situazione delle carceri non ammette “sottovalutazioni”.

Intanto si parla di  moltissime  adesioni all’appello lanciato dai Radicali questa mattina a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. L’appello richiama l’attenzione sulla necessità e l’urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza carceraria nonchè sulla necessità di porre fine al silenzio dell’informazione che impedisce un dibattito democratico su questi, come su altri, grandi temi   Tra le decine  di adesioni compare quella di Giuliano Amato, Adriano Sofri, Don Antonio Mazzi, Riccardo Pacifici, Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova, Lamberto Dini, Ignazio Marino, Antonio Martino, Arturo Parisi, Gaetano Pecorella, Savino Pezzotta, Adriana Poli Bortone e quella di Rosy Bindi, che proprio oggi ha fatto visita a Pannella per testimoniare la solidarietà e vicinanza personali e del partito al leader radicale e alla sua battaglia contro le condizioni disumane delle carceri italiane. “È tempo di voltare pagina -ha detto la Bindi- . Dopo anni di leggi ad personam, varate per tutelare i potenti di turno disinteressandosi dei veri problemi e dei mali strutturali del sistema che nel frattempo si sono aggravati, e dopo politiche per la sicurezza declinate in chiave propagandistica sugli aspetti punitivi e repressivi che hanno prodotto un aumento dei detenuti, senza un corrispettivo aumento dei reati, la questione va affrontata con umanità e giustizia”.

Pannella aveva annunciato l’intenzione di interrompere il ricovero, ma i medici stanno cercando di dissuaderlo in quanto la sua situazione è estremamente rischiosa e ciò comprometterebbe anche la possibilità di un intervento terapeutico immediato in caso di necessità. Pannella ha cominciato lo sciopero della fame da 63 giorni ed è ricoverato da due giorni, per i rischi legati alla decisione di smettere completamente anche di bere.

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