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Manovra. La mappa dei ticket su ricette e pronto soccorso

ROMA – Da lunedì prossimo, con l’entrata in vigore della Manovra, tornerà il ticket di 10 euro sulle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso. Una brutta sorpresa per i cittadini, ma non un’assoluta novità. Ticket per ricevere determinate prestazioni sanitarie – salvo esenzioni – già se ne pagano.

Quasi in tutte le Regioni, spesso con modalità e importi diversi. C’è ad esempio quello sugli accessi al pronto soccorso che in Campania e a Bolzano può costare anche 50 euro e quello per le prestazioni specialistiche che, in Calabria, può arrivare fino a 46 euro. Insomma, in materia di ticket ogni Regione fa di ‘testa suà. Uno strumento utile per sbrogliare la matassa è la rilevazione dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che fotografa – al 10 aprile 2011 – la situazione per i ticket in pronto soccorso e per le prestazioni specialistiche. Per quanto riguarda il ticket di pronto soccorso la norma inserita nell’ultima Manovra – che si rifà alla legge Finanziaria 2007 – sa poco di novità. Tutte le Regioni e province autonome hanno infatti già dato applicazione a quanto stabilito all’articolo 1 comma 796 di quella Finanziaria, che stabilisce che per le prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero, codificate come codice bianco, gli assistiti non esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa pari a 25 euro. Ma ad eccezione della Basilicata, che non ha mai applicato questa norma, nelle altre Regioni è già così. Con qualche differenza. Alcune (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna) prevedono l’applicazione della sola quota fissa di 25 euro indicata nella norma nazionale, mentre in Provincia di Bolzano e in Campania la quota è di 50 euro.

Ma le differenze non si esauriscono qui. Alcune Regioni (Provincia autonoma Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Calabria) prevedono, oltre al pagamento della quota fissa, anche la compartecipazione della spesa per eventuali prestazioni diagnostiche di laboratorio, strumentali o altre terapie erogate in concomitanza con la visita al pronto soccorso. Per questi casi alcune (Provincia autonoma Bolzano, Liguria, Toscana, Puglia, Calabria) fissano dei massimali del ticket o come fa il Friuli Venezia Giulia un tariffario per le singole prestazioni erogate in regime di pronto soccorso. E ancora, nella Provincia di Trento viene fatto pagare un ticket fisso di 35 euro agli stranieri senza l’apposito modello di assistenza internazionale. In Friuli Venezia Giulia è previsto il pagamento per le prestazioni programmate successive al primo trattamento. La Provincia autonoma di Bolzano, la Toscana e la Sardegna fanno pagare una quota fissa anche per i codici verdi non seguiti da ricovero. Niente ticket, invece, per i minori di 14 anni e i cittadini esenti (secondo le norme di ogni singola Regione), tranne che per il Friuli e la Provincia autonoma di Bolzano dove non esiste esenzione per l’accesso al pronto soccorso.

 

La vera batosta che viene dalla Manovra riguarda però il ticket sulla specialistica. Da lunedì, infatti, al di là della prestazione richiesta si pagherà anche un ticket di 10 euro a ricetta. Se ad esempio un’analisi delle urine prima costava 3 euro, dall’entrata in vigore della Manovra se ne pagheranno 13. A oggi, secondo il rapporto dell’Agenas, tutte le Regioni prevedono la compartecipazione alla spesa sanitaria. Nella maggioranza dei casi viene adottato il sistema di esenzioni previsto a livello nazionale che però in alcuni casi è ampliato a determinate categorie di cittadini, ad alcuni tipi di patologie o prestazioni, a differenti condizioni di reddito. L’importo massimo del ticket per ricetta è fissato a livello nazionale a 36,15 euro. Ma non è così in tutte le Regioni. Analizzando le tabelle dell’Agenas si nota, ad esempio, che questo importo in Calabria sale a 45 + 1 euro di quota fissa. In Sardegna è di 46 euro. Poi c’è la Campania, che ha introdotto il pagamento di un’ulteriore quota di 10 euro per ricetta. Nel Lazio e nel Molise, invece, ai 36,15 euro si aggiungono ulteriori quote in base a specifiche prestazioni: ad esempio 15 euro per una risonanza magnetica o una Tac.

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