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Scuola, concorso per presidi. Bandito a metà luglio, quando tutti sono in vacanza

Da un insegnante riceviamo e volentieri pubblichiamo

Erano tre anni che molti docenti italiani attendevano di conoscere la procedura per la domanda di ammissione al nuovo concorso per dirigenti scolastici (presidi). Il Ministero, infatti, aveva bandito il concorso nel 2008. Centinaia di migliaia di aspiranti presidi, nel frattempo, non avevano perso tempo, partecipando a corsi di preparazione e studiando le materie oggetto della prova di preselezione (100 quiz da risolvere in cento minuti, in ossequio oramai ad una prassi che sarebbe tutta da discutere). Sono passati inutilmente tre interi anni scolastici, quando ogni mattina i docenti si recano a scuola, compilano i registri, fanno la loro lezione, interrogano, correggono i compiti e nulla si era concretizzato dal lato dell’attivazione delle procedure per l’iscrizione all’atteso concorso. Ma il ministro è furbo: sa che le aspettative sono crescenti, che centinaia di migliaia di insegnanti si iscriveranno per svolgere le ambite prove ed allora è necessario approntare un sistema per pre-pre-selezionare gli aspiranti, prima della vera e propria prova da quiz. Quale il migliore? Aprire i termini nel pieno delle vacanze, cioè a metà luglio (forse non tutti sanno che i docenti hanno le ferie comandate, trentasei giorni, escluse le festività, da prendersi obbligatoriamente soltanto d’estate, quando non c’è attività didattica). Ecco allora uscire la circolare il 18 luglio, che annuncia una tortuosa procedura per l’iscrizione. L’aspirante deve registrarsi e stampare determinati moduli. Poi deve recarsi presso la segreteria della sua scuola, possibilmente lasciando in spiaggia i bambini, il coniuge, i sandali e il costume, per farsi accreditare ufficialmente e ricevere una password, da utilizzare poi on-line per formulare la vera e propria domanda di partecipazione presso il sito del ministero. Naturalmente, sarebbe stato tutto più facile se la procedura di reclutamento fosse stata bandita a gennaio o a ottobre, con le segreterie a portata di mano e il web consultato ogni giorno. Quanti insegnanti, soprattutto donne, con i loro carichi familiari, non avranno saputo nulla? O perlomeno avranno difficoltà a raggiungere la scuola di appartenenza per accreditarsi? I termini concessi non sono poi così lunghi: la domanda deve essere redatta on line entro il 16 agosto, cioè al culmine del periodo di ferie!

Mi chiedo: possibile che, dopo le mazzate date alla scuola dalle finanziarie di Tremonti-Gelmini, il mancato rinnovo dei contratti, la perdita di posti di lavoro, il ministero non abbia saputo fare meglio che bandire un concorso molto atteso (l’ultimo risale al 2005) il 18 luglio 2011? Non mi attendo risposte, perché le conosco già.

 

Lettera firmata

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