Great-ER 2.0, dalla ricerca alle startup: l’Emilia-Romagna accelera sull’innovazione

Torna il programma di incubazione avanzata dedicato a startup, spin-off universitari e team imprenditoriali ad alto contenuto scientifico e tecnologico. Dodici mesi di accompagnamento gratuito ed equity-free per trasformare ricerca, brevetti e competenze in imprese capaci di arrivare sul mercato. Candidature aperte fino al 23 settembre.

Trasformare i risultati della ricerca scientifica in nuove imprese innovative, accorciando la distanza che ancora troppo spesso separa il laboratorio dal mercato. È questa la sfida di Great-ER 2.0 – Growing and Empowering Advanced Technologies in Emilia-Romagna, il programma di incubazione avanzata che punta a rafforzare il trasferimento tecnologico e l’ecosistema dell’innovazione regionale.

L’iniziativa è rivolta a startup, spin-off della ricerca e team imprenditoriali impegnati nello sviluppo di tecnologie e soluzioni caratterizzate da un elevato contenuto scientifico e tecnologico. Le candidature per la seconda edizione resteranno aperte fino al 23 settembre 2026.

Great-ER 2.0: università e innovazione fanno sistema

Il programma vede la partecipazione dell’Università di Ferrara ed è promosso insieme ad Almacube – Space for Imagination, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e Università di Parma.

Great-ER 2.0 è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Emilia-Romagna e nasce con l’obiettivo di creare una rete sempre più stretta tra università, centri di ricerca, imprese, investitori e nuovi talenti.

Un modello che interpreta uno dei temi centrali della politica dell’innovazione: non basta produrre conoscenza scientifica di qualità, occorre creare le condizioni affinché questa conoscenza possa trasformarsi in prodotti, servizi, brevetti valorizzati e nuove realtà imprenditoriali.

Dal laboratorio al mercato, il passaggio decisivo

È proprio il cosiddetto “lab-to-market”, il trasferimento dal laboratorio al mercato, uno dei momenti più delicati nella vita di una tecnologia innovativa.

Università e centri di ricerca generano continuamente nuove conoscenze, brevetti, prototipi e competenze specialistiche. Ma un risultato scientificamente promettente non coincide automaticamente con un prodotto industriale o con un’impresa sostenibile.

Tra una scoperta e la sua applicazione commerciale entrano infatti in gioco numerosi fattori: la verifica dell’effettiva domanda di mercato, la proprietà intellettuale, la definizione del modello di business, la sostenibilità economica, la capacità di costruire un team, l’accesso ai finanziamenti e il rapporto con potenziali partner industriali.

Great-ER 2.0 interviene proprio in questa fase, cercando di fornire ai progetti selezionati gli strumenti necessari per superare quella che spesso rappresenta una vera e propria “valle della morte” dell’innovazione, nella quale tecnologie scientificamente valide rischiano di non raggiungere mai una concreta applicazione industriale.

Dodici mesi per costruire una startup competitiva

Il percorso avrà una durata di 12 mesi e sarà completamente gratuito ed equity-free. Ciò significa che la partecipazione non comporterà la cessione di quote societarie in cambio dell’accesso al programma.

I progetti selezionati saranno accompagnati in alcune delle fasi strategiche necessarie alla costruzione di un’impresa tecnologica: dalla validazione del mercato allo sviluppo del modello di business, fino alla definizione di una strategia di crescita sufficientemente solida da poter dialogare con investitori, imprese e altri soggetti dell’ecosistema dell’innovazione.

L’obiettivo non è quindi soltanto quello di “incubare” una buona idea, ma di verificarne concretamente il potenziale e costruire intorno alla tecnologia un progetto imprenditoriale credibile.

Trasferimento tecnologico, una sfida strategica per l’Italia

L’iniziativa assume particolare rilevanza anche nel più ampio scenario nazionale. L’Italia dispone di università, laboratori e gruppi di ricerca capaci di produrre risultati scientifici di livello internazionale, ma la capacità di trasformare sistematicamente questa conoscenza in innovazione industriale e nuove imprese deep-tech rimane un terreno sul quale è necessario continuare a investire.

Programmi come Great-ER 2.0 possono contribuire a ridurre questa distanza mettendo ricercatori e innovatori nelle condizioni di confrontarsi fin dalle prime fasi con il mercato e con le esigenze dell’industria.

Il trasferimento tecnologico diventa così un elemento di politica economica oltre che scientifica. Favorire la nascita di startup innovative e spin-off universitari significa infatti creare nuove competenze, attrarre capitali, generare occupazione qualificata e aumentare la competitività dei territori.

Emilia-Romagna, un ecosistema che punta sulla ricerca

Great-ER 2.0 si inserisce in un territorio caratterizzato da una forte presenza universitaria e da un sistema produttivo nel quale ricerca, manifattura avanzata e innovazione tecnologica possono trovare importanti occasioni di collaborazione.

La partecipazione coordinata degli atenei di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia e Parma permette inoltre di ampliare la rete di competenze a disposizione dei progetti e di favorire contaminazioni tra differenti discipline scientifiche.

Un aspetto particolarmente importante nell’attuale fase di sviluppo delle tecnologie avanzate, sempre più caratterizzate dall’incontro tra settori differenti: dall’intelligenza artificiale alle biotecnologie, dai nuovi materiali alle tecnologie ambientali, dalla salute digitale alla robotica e ai sistemi industriali avanzati.

Candidature aperte fino al 23 settembre

Startup, spin-off della ricerca e team imprenditoriali interessati avranno tempo fino al 23 settembre 2026 per presentare la propria candidatura alla seconda edizione di Great-ER.

La vera scommessa sarà individuare tecnologie capaci non soltanto di dimostrare il proprio valore scientifico, ma anche di trasformarsi in iniziative imprenditoriali sostenibili.

Perché oggi la competitività di un territorio passa sempre più dalla capacità di creare un circuito virtuoso tra ricerca, università, capitale, industria e mercato. E accompagnare una buona idea fuori dal laboratorio può essere il primo passo per trasformarla nella prossima impresa innovativa.

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