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Contro la manovra: le tende a Roma del Popolo Viola e gli scioperi del sindacato USB

Per Settembre sono previste giornate di sciopero e di occupazioni di piazze per protestare non solo contro la politica del presidente del consiglio Silvio Berlusconi

ROMA – Una manovra dura che si basa solo ed esclusivamente su tagli e sacrifici per la gente più povera senza toccare il sommerso dell’evasione fiscale e delle speculazioni finanziarie. Contro questa manovra economica e contro un Governo di Centro-Destra incapace di dare risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani, degli operai già si stanno mobilitando i sindacati di base USB e le forze più propulsive di questo nostro paese. Per Settembre sono previsti giornate di sciopero e di occupazioni di piazze per protestare non solo contro la politica fallimentare del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ma anche per dire no ad un degrado morale e civile che rischia di far sprofondare l’Italia nel baratro della bancarotta. Inizierà il Popolo Viola che, ad inizio settembre, si incontrerà a piazza San Giovanni e lì metterà in piedi un accampamento civico con gazebo e luoghi di incontro: un presidio di democrazia e di partecipazione democratica per dare voce a tutti coloro che desiderano un futuro migliore per se stessi e per i propri figli. Sono previsti almeno due giorni di presidio: sabato 10 settembre ci sarà  il corteo per le strade di Roma contro la manovra, contro i privilegi della Casta e per le dimissioni del governo, mentre domenica 11 settembre verrà dato spazio agli incontri e alla condivisione di progetti e iniziative per lanciare un segnale di profondo dissenso e carica propositiva alla classe politica attuale.

 

Assieme al Popolo Viola ci saranno anche tanti esponenti della cultura, della scienza, del giornalismo, figure di grande statura morale come Dario Fo e Margherita Hack, Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Paolo Flores D’Arcais che hanno aderito all’appello. Quasi in concomitanza con questa iniziativa ci saranno le agitazioni del sindacato di base USB che ha indetto un primo sciopero di due ore per tutto il pubblico impiego per il 9 settembre per poi procedere alla preparazione di un grande sciopero nazionale nel quale far confluire tutte le forze antagoniste e rilanciare un programma condiviso di lotta contro lo smantellamento dello stato sociale e l’attacco indiscriminato al pubblico impiego. In particolare il sindacato USB contesta il fatto che sono sempre e solo i lavoratori, nel pubblico come nel privato, a pagare le crisi e che la manovra economica voluta dal Governo Berlusconi non libera l’Italia dalla morsa della speculazione finanziaria e dai diktat dell’Europa, ma impone tagli sanguinari senza toccare i veri ricchi, quel 10% delle famiglie che detiene oltre il 50% della ricchezza del Paese e quelli che evadono per oltre 120 miliardi di euro l’anno.

 

Il Governo se la prende ancora con una volta i lavoratori a reddito fisso come i lavoratori pubblici che saranno chiamati a pagare con le loro scarne tredicesime e il loro TFR (scampato grazie ad una forte resistenza alla trappola dei fondi pensione e ora verrà erogato dopo due anni dalla fine del rapporto di lavoro) gli errori di una dirigenza lottizzata e sempre più lontana dalla realtà. I nuovi enormi tagli, dopo quelli di luglio, agli enti locali e il via libera alle privatizzazioni di ogni servizio pubblico produrranno un aumento esponenziale della tassazione locale e un attacco mortale a ciò che rimane del welfare. Si tratta di quindi di organizzare una vera e propria risposta coordinata e articolata per dare risposte concrete e soluzioni alla parte sana e produttiva del nostro paese e restituire quei diritti al lavoro, alla dignità e al salario che i nostri poltici e imprenditori non sembrano voler più riconoscere.

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