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Roma. Omicidio 18enne. Gli interrogativi restano. Dove si nasconde il killer di Edoardo Sforna?

ROMA – Otto secondi. E’ stato questo il tempo impiegato  dall’assassino per uccidere senza pietà il diciottenne Edoardo Sforna, per poi dileguarsi assieme al suo complice a bordo di uno scooter. 

Dopo il commovente funerale di ieri, oggi persistono tanti interrogativi su questa inquietante vicenda, che finora non ha portato alla luce elementi utili per dare un volto e un nome a colui che il 24 agosto scorso ha premuto il grilletto per colpire senza indugi un giovane e senza un motivo apparente. Eppure la modalità fredda e spietata del sicario non da l’idea che si sia trattato di un errore di persona, come i genitori credono, bensì di un’azione criminale meticolosamente pianificata.  
Perchè? E’ questa la domanda che assilla i genitori, i parenti, gli amici e i semplici conoscenti che non vogliono che questo tragico episodio cada nell’oblio della memoria. E dove si potrà mai nascondere il vero colpevole, quello che i pochi testimoni ricordano con quel particolare del ciuffetto biondo che esce dal casco indossato per coprire il volto.

Di “Dodo” come lo chiamavano gli amici, ne sono state dette tante, ma non è emerso un  elemento  valido tanto da poter mettere la sua esistenza in relazione con frequentazioni strane o pericolose.
Anche le ipotesi di un recente litigio avvenuto alla piscina comunale di Ciampino dove lavorava come bagnino o alla pizzeria di Morena dove consegnava come fattorino le pizze oppure alla Croce Rossa dove prestava servizio come volontario, sembrano  essere troppo deboli per trovare dei riscontri utili all’inchiesta. Insomma, apparentemente non c’è nulla che possa confermare i  tanti sospetti sugli ultimi giorni di Edoardo, sulla sua vita e sulle sue amicizie.

Eppure qualcosa deve essere successo in questo fazzoletto di territorio che  si estende da Morena a Ciampino passando per Ponte Linari, zone abitualmente frequentate da Sforna, dove con ogni probabilità potrebbe avere incrociato il suo assassino. E non è detto che il killer si nasconda proprio in queste zone, che abiti nello stesso quartiere o poco distante dal luogo dell’omicidio, che fosse a conoscenza delle abitudini di Edoardo, forse anche del  gruppo di amici che frequentava,  delle sue passioni e soprattutto dei suoi spostamenti. Altrimenti come avrebbe saputo che  Edoardo quella sera sarebbe andato alla pizzeria Jolly, nonostante ci lavorasse da appena quindici giorni?

Sono tanti gli interrogativi, forse troppi. Tuttavia non è da escludere che il killer possa essere nato e cresciuto dello stesso quartiere o nella stessa periferia romana, esattamente come  fu per Dodo. Se così fosse la cerchia si potrebbe stringere attorno a questa zona ben circoscritta. L’identikit non è ancora stato diffuso dagli investigatori e probabilmente quando lo sarà  si potrebbe portare le indagini a una svolta decisiva. Forse qualcuno vedendolo riporterà alla mente la sera di quel tragico 24 maggio. Ricorderà magari di aver visto due giovani che si aggiravano nel quartiere a bordo di uno scooter nero. Qualcuno avrebbe potuto vederli mentre abbandonavano il mezzo dato alle fiamme. Insomma la speranza è che qualcuno possa  riconoscere quel personaggio dal ciuffo biondo che a tutt’oggi  si aggira ancora liberamente per le strade. E’ lui il killer di Edoardo.

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