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Leghisti e ciclisti. Il Giro della Padania che non c’è. IL VIDEO DEL TROTA

SAVONA – Anche oggi si registrano contestazioni nella terza tappa del giro della Padania. Il gruppo di ciclisti, a Tabiano nella provincia di Parma, ha trovato un gruppo considerevole di contestatori. I manifestanti, di Cgil, Idv, Fds, Pd e anche i grillini, sdraiati a terra, hanno cercato di sbarrare la strada agli atleti. Intervenute le forze dell’ordine  si sono accesi gli animi, dando vita a insulti e qualche ceffone.

Diversamente dalle altre tappe, rimangono coinvolti nei tafferugli i corridori, colpevoli di aver partecipato. Insistenti lamentele anche da parte dei sindaci coinvolti nel percorso che, avvisati in extremis, si sono trovati a dover sopperire problemi di viabilità e sicurezza nella forzatura dell’ultimo minuto.  Ciò che non torna in questo giro è il timbro politico che fa a cazzotti con l’agonismo. Incombe la bandiera della Lega Nord sulla corsa sportiva. E’ un vero peccato coinvolgere campioni di questo sport così nobile in queste faccende.

Lo sport è una competizione di atleti. Il ciclismo è una tradizione italiana e per questo va difesa da strumentalizzazioni di ogni tipo. Eppure “qualcuno” ha pensato di promuovere un biciclettata di partito,  per marcare il territorio. Un modo come un altro per fare proseliti e cercare consensi che non sono affatto arrivati, neppure dai più fedeli padani.
Insomma non convince la lega Nord che attraverso una competizione “più popolare del calcio”  tenta di “valorizzare i territori toccati dalla tappa.

E i problemi reali del paese?
In un momento di grande criticità che sta attraversando l’Italia è surreale quale sia il distacco politico verso le problematiche reali della società civile. In questo senso l’idea di una gara ciclistica pare davvero una stonatura grottesca, per non dire uno schiaffo alla povertà, mentre una manovra taglia inesorabilmente alle fasce più deboli.
Un “investimento” economico non indifferente che poteva immettersi nel bisogno sociale del territorio.  E poi cosa c’entra la corsa con la disoccupazione, le tasse, le pensioni, il debito pubblico? Assolutamente nulla. Anzi, forse qualcosa lo sta facendo alimentando le polemiche e spesso la rabbia che provoca lo sdegno dei cittadini e i conseguenti disordini.

Una colossale presa in giro
Vittorio Silva del Pd ha detto: “Pur deprecando qualsiasi episodio di contestazione violenta, ancora una volta la Lega Nord mette in campo iniziative che dividono. La Lega spera con il folklore di alzare una cortina fumogena su una realtà che vede il Carroccio umiliare gli enti locali con una manovra centralizzata. La manifestazione è una colossale presa in giro ed è quindi giusto protestare”.

Disagi nei comuni coinvolti
Nel frattempo i comuni limitrofi di Parma sono in allerta per la penultima tappa da cui è prevista la partenza.  
Siamo il paese del giro d’Italia, e del mitico giro di Lombardia. Non bastava il giro di Lombardia? Non è sufficientemente nordico? Non valorizzava bene il territorio?

La base leghista stride i denti
Lamenta un legista: “Un partito di governo, della maggioranza, può fare ogni cosa per migliorare il proprio paese e il proprio territorio. Ma il giro in bici … fa girare i ball” e scuotendo il capo, una donna prosegue: “Non hanno capito nulla. Parlano a vanvera e agiscono per interesse. Si sono rovinati. La lega non esiste più. Hanno fatto l’ennesima pirlada”.

Il web impazza per la dichiarazione di Renzo Bossi
Intanto grande attenzione per le dichiarazioni di Renzo Bossi il quale, commentando i disordini  della terza tappa savonese, esibisce con naturalezza la sapienza del “trota” sbagliando il verbo “proseguire” con “prosèguere”.

Mentre il Titanic affonda, si pensa di organizzare un giro ciclistico invece di salvare il salvabile. Come dire: “un pezzo di quello che sta affondando è proprio padano”.  Una cosa è certa, anche a Savona non si sentono più padani.

 

Il Trota inventa un nuovo verbo:  proseguere

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