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“Niente da dichiarare?”. Limiti reali e non di una divertente commedia di confine

ROMA – Il confine è un punto di contatto e scambio fra culture e popoli diversi, ma è anche un luogo di conflitto e di eterne rivendicazioni territoriali.

Per il doganiere belga Ruben il confine rappresenta un muro simbolico che separa due popoli che dovrebbero rimanere ben distinti: i valorosi belgi e i detestabili francesi “mangia-lumache”. Il doganiere francese Mathias, che lavora a poche decine di metri di distanza, è di più ampie vedute, appare meno intransigente, ma soprattutto ha una relazione segreta con la sorella di Ruben. Come avvicinare la famiglia ultra-nazionalista di lei e rendere pubblica la relazione?  L’evolversi delle vicende storiche offre un’occasione: l’1 gennaio 1993 si aprono le frontiere all’interno dell’unione europea e Ruben si troverà costretto a formare un’unità mobile mista di dogana insieme all’odiato collega francese.

Non fatevi intimorire dagli interminabili titoli di testa, il film ben presto accelera fino a raggiungere una gradevolissima vivacità. Il propellente è dato dalla bravura dei due protagonisti che lavorano bene al servizio di una sceneggiatura (scritta anch’essa dal regista) che sorprende per freschezza e brio. Parliamo di sorpresa perché l’ambientazione storica e geografica, per alcuni versi inusuale, di questa commedia di confine rendeva difficile formulare aspettative. In effetti quando si pensa a sentimenti di razzismo, di esclusione, di odio verso culture diverse, difficilmente verrebbe in mente l’Europa degli anni ‘90 e il confine franco-belga. Spesso dimentichiamo che la repulsione per l’estraneo è un fenomeno che può riguardare a vari livelli la vita di ciascuno di noi e si può manifestare nei confronti di persone con una cultura e delle tradizioni diversissime dalle nostre, ma anche nei confronti del vicino di casa (se si pensa al fatto che Ruben e Mathias abitano a pochi chilometri di distanza). In effetti basta mettere un confine mentale, culturale o territoriale per separare.

Un confine che sembra divenire davvero tangibile nella divertente scena in cui Ruben, di notte, porta il figlio in missione segreta: spostare il confine per recuperare spazio agli invasori francesi. Se la partenza è sprint, a metà film purtroppo non si assiste a nessun cambio di marcia e la vicenda sembra procede un po’ per inerzia verso il finale designato. Il problema ovviamente non è nella scontata prevedibilità dello sviluppo narrativo, quanto nel progressivo affievolirsi di quel brio iniziale che rende godibile la prima parte. Alcune sequenze appaiono fuori registro, sembrano utilizzare un linguaggio cinematografico diverso, più grezzo e pesante. L’applauso finale quindi, che sovente sancisce la piena soddisfazione dello spettatore, non scatta e visti i presupposti è un peccato. Ad ogni modo rimane un’opera complessivamente piacevole che può al contempo suscitare qualche riflessione e che, tirando le somme, vale il prezzo del biglietto. Uscirà nelle sale il 23 settembre.

USCITA CINEMA: 23/09/2011

REGIA: Dany Boon

SCENEGGIATURA: Dany Boon

ATTORI: Dany Boon, Benoît Poelvoorde, Chritel Pedrinelli, Joachim Ledeganck, Julie Bernard, Jean-Paul Dermont, François Damiens, Bouli Lanners, Eric Godon, Olivier Gourmet, Jean-Luc Couchard, Karin Viard
Ruoli ed Interpreti
FOTOGRAFIA: Pierre Aïm
MONTAGGIO: Luc Barnier
MUSICHE: Philippe Rombi

PRODUZIONE: Les Productions du Chicon

DISTRIBUZIONE: Medusa

PAESE: Belgio, Francia 2011

GENERE: Commedia

DURATA: 108 Min

FORMATO: Colore 35 mm



Trailer fornito da Filmtrailer.com

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