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Macro. “Gillo Dorfles. Essere nel tempo”: la libertà degli occhi e del cuore. Recensione

ROMA – La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva, rende omaggio ad un autore poliedrico, protagonista di una vita lunga, ricca di momenti ed incontri significativi.

Dopo essersi laureato in medicina e specializzato in psichiatria, Gillo Dorfles seguì il richiamo razionale ed emotivo dell’ arte. Da attento osservatore intravide la genialità di Lucio Fontana già negli anni ’30, apprezzò nei primi anni ’50 la sensibilità d’animo del grande Mark Rothko. Le sue intuizioni non sorprendono: il modo di stare al mondo di Gillo Dorfles è stato sempre caratterizzato dall’apertura verso il contesto esterno e, parallelamente, dalla capacità di cogliere i moti dell’animo umano. La mostra mette sotto i riflettori la sua produzione artistica, che  si compone di opere astratte, emotivamente cariche. L’interesse verso  elementi naturali, presente in alcuni dipinti degli anni ’30, lascia ben presto il posto ad una indagine più profonda ed ancestrale. L’ emergere sulla tela di larve, embrioni, esseri amorfi, ci porta al cuore di quelli che possiamo ritenere i temi cruciali della sua ricerca: la nascita, la trasformazione, la perdita, la morte. Sono tematiche certamente difficili e non ci sorprende che le sinuose forme impresse sulla tela risultino poco rassicuranti. Siamo catapultati in un microcosmo emotivo ambiguo, animato, inquieto. Figure chiuse, aliene, emergono in uno spazio inaccessibile, piatto, a volte claustrofobico. I colori veicolano inquietudine, anche un “Giardino” (opera del 1988) si tinge di scuro. Le “Spirali del desiderio”, raffigurate in un dipinto dalla luce insolitamente calda, costituiscono la serena eccezione in un percorso turbolento. La libertà di vedere e di sentire, di cui si è fatto portabandiera Dorfles, non concede d’adagiarsi sull’ armoniosa  e tranquillizzante decorazione.

Un appunto alla mostra: se il linguaggio dell’arte può essere destrutturato ed evocativo, quello delle didascalie che accompagnano il percorso dovrebbe essere chiaro e chiarificatore. In questo caso purtroppo, la ricerca di un linguaggio da ostentare, forbito e contorto, ostacola il processo di comunicazione. Se le parole non sono né poetiche né pragmatiche hanno poca ragione d’essere. 

Luogo:  Macro, via Nizza (Roma)

Date: dal 27 novembre 2015 al 30 marzo 2016

Giorni e orari:  da martedì a domenica ore 10.30-19.30, chiuso il lunedì

Biblietto MACRO + Festival Fotografia:
– Intero: € 13,50
– Ridotto: € 11,50

Biglietto cumulativo Mostra + MACRO + MACRO Testaccio:
 – intero: € 14,50
– ridotto: € 12,50

Sono previsti sconti per i residenti

Informazioni: Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

Sito web:  www.dorflesmuseomacro.it

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