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Roma violenta. Nella capitale torna la paura. Altro che sicurezza

ROMA – Ultimo di una serie di aggressioni che hanno conivolto  la capitale  è quella accaduta nel quartiere di San Basilio, dove un uomo di 68 anni è stato travolto dall’auto di uno scippatore, che poco prima, aveva  strappato la borsa alla moglie. Ora la vittima, ricoverata all’ospedale Pertini, lotta tra la vita e la morte, mentre il suo aggressore, un  pregiudicato di 33 anni è stato assicurato alla giustizia. Ma non basta. Perchè oggi Roma fa  paura, e non solo nei quartieri periferici, spesso abbandonati dalle istituzioni.

Ventinove delitti dall’inizio dell’anno per le strade romane. Un record negativo che fa ripiombare la capitale nei suoi periodi più bui. Omicidi e aggressioni, anche per futili motivi, scontri mortali tra bande rivali per mantenere la supremazia territoriale, regolamento di conti.
Insomma, ogni caso andrebbe studiato con particolare attenzione per capire quanto questo fenomeno stia dilagando a macchia d’olio. Basta guardare la mappa criminale di Roma. Tor Bella Monaca, Portuense, Laurentino, Primavalle, Tiburtino sono solo alcuni dei quartieri dove, come si suol dire, è scappato il morto. Non ultimo l’omicidio ancora impunito del giovane 18enne Edoardo Sforna freddato da un sicario nel quartiere di Morena, il cui movente resta tutt’oggi ignoto.

Ma non parliamo solo di quartieri “caldi”, abbandonati a se stessi come qualche residente fa notare dopo i tragici episodi. Anche a Prati, da sempre ritenuto un quartiere “in” della capitale, quest’estate un killer ha scaricato 9 colpi di arma da fuoco contro Flavio Simmi uccidendolo sul colpo.
E non va dimenticata la violenta aggressione ai danni del musicista Alberto Bonanni, aggredito da 5 balordi in un locale nel centro storico di Roma, il Rione Monti. I fatti risalgono a due mesi e la vittima è ancora ricoverata in coma profondo.

Insomma, i romani continuano a dire che la loro città è cambiata e sicuramente non è più quella della “dolce vita” felliniana e nemmeno quella ironica interpretata nei film di Tomas Milian. Oggi si può arrivare ad uccidere anche per una stupida lite per un parcheggio, com’è successo nel quartiere dell’Eur qualche mese fa,
Eppure i mostri sono stati generati da questa società consumistica che ha cancellato gli stessi valori per la vita umana a cui appartiene. Dai messaggi mediatici che passano alla televisione, a quelli comportamentali dirette alle nuove generazioni emergono input chiari e precisi che rivelano il binomio soldi-violenza. Ovvero, tutti i mezzi sono ammissibili per arrivare all’obiettivo finale: denaro e successo. E poi se ti va male bisogna sempre trovare un capro espiatorio.
Non è un caso che molti dei personaggi televisivi che interpretano ruoli criminali siano spesso elogiati dai giovanissimi, come i loro idoli. Come quelli della banda della Magliana, o degli spregiudicati mafiosi spesso raffigurati come veri leader del potere e del sesso. Segnali inconfutabili e pericolosissimi, che spesso i giovani metabolizzano con grande facilità in assenza di quelli strumenti per contrastare il cosiddetto “lavaggio del cervello”. Anche i provvedimenti adottati da Alemanno, che furono i suoi cavalli di battaglia nel periodo pre elettorale sono miseramente falliti. Oggi Roma ha cambiato la sua pelle, esattamente come fanno ciclicamente i serpenti. Tuttavia non si riesce più a dare una definizione alla violenza, costellata da mille sfaccettature mutevoli, diverse e complicate tra loro, capaci di mimetizzarsi tra le vie del centro storico, come nei quartieri più isolati della capitale.

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