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Ciampino. Il comitato contro il muro delle F.S. consegna la petizione al sindaco

CIAMPINO (ROMA) – “Dopo il muro di Berlino quello di Ciampino”. E’ questa una delle frasi comparse nel muro eretto dalla Ferrovie dello Stato alla stazione di Acqua Acetosa, una delle fermate più importanti nel comune di Ciampino.

Un muro  costruito senza nessun preavviso, nel pieno della stagione estiva, quando molti cittadini erano in ferie e che di fatto ha diviso in due la città scaldando gli animi dei tantissimi residenti.  Centinaia di pendolari, lavoratori e studenti,  che ora si ritrovano da una parte isolati e dall’altra impossibilitati a raggiungere quella stazione da dove abitualmente s’imbarcavano sul treno per la stazione di Roma Termini o per i Castelli Romani.
Oggi il comitato Ciampino Bene comune si è incontrato davanti al Municipio per far sentire le proprie ragioni. “Prima del muro, – ci racconta un residente – attraversando l’unico binario esistente era possibile raggiungere il lato della  stazione per l’imbarco. Ma non solo. Chi, invece,  risiede  nella zona di Acqua Acetosa poteva raggiungere il centro del paese e ora è rimasto isolato in un quartiere in assenza di esercizi commerciali di prima necessità”. Insomma secondo alcuni il muro è un modo come un altro per scaricare le responsabilità proprio sui cittadini.

Indubbio che l’attraversamento del binario rappresenta un pericolo, ma indubbiamente sarebbe stato meno dispendioso creare un passaggio a livello automatico esclusivamente per i pedoni. Invece la scelta delle F.S. è piombata come una doccia fredda, senza fosse discusso un piano alternativo attraverso il dialogo con  la popolazione locale che ogni giorno vive questa realtà e con l’amministrazione comunale, che conosce perfettamente il disagio provocato.

Ma non è tutto. Sorge spontanea anche un’altra domanda: perchè solo in questo momento si è pensato di erigere un muro in nome della sicurezza a distanza di  anni?  Perchè prima non era pericoloso e adesso lo è?
Se lo domandano anche i cittadini che oggi al Comune hanno consegnato al Sindaco una petizione  di oltre 1.500 firme nella quale si chiede che, “in attesa della realizzazione del sottopasso venga predisposto un cancello automatico, in sostituzione del muro,  che renda sicuro l’attraversamento della linea ferroviaria e consenta alle persone di svolgere le proprie attività in tempi certi e in sicurezza”.

Già il 15 luglio scorso gli abitanti avevano dato vita ad un corteo di protesta. Successivamente il comune aveva predisposto un pulmino per trasportare gli abitanti “penalizzati” dal muro alla stazione centrale. Ma l’iniziativa non è sufficiente a far fronte al traffico dei pendolari.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore all’assetto del territorio, Carlo Verini: “Entro ottobre è previsto l’inizio dei lavori per il sottopasso e a febbraio le Ferrovie ci hanno assicurato che sarà aperto”. “I lavori – afferma sempre Verini – sono stati già appaltati a una ditta delle F.S. , il cui progetto prevede anche lo spostamento della fermata e il realizzo di un parcheggio grazie a una cessione bonaria di alcuni terreni limitrofi”.

Promesse che però non convincono del tutto il comitato, dubbioso sui tempi di realizzo di quest’opera e sulla richiesta di far fronte nell’immediato al disagio provocato dalle F.S..
Nel frattempo  qualcuno non si è arreso. Infatti, non è difficile sorprendere uno dei tantissimi pendolari che frettolosamente scavalca il muro e attraversa il binario, magari per non fare tardi al lavoro. A estremi mali, estremi rimedi, dice il proverbio. Sempre nella speranza che non succeda la tragedia, che in questo caso sarebbe annunciata.

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