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A Malpensa disastro ambientale. E a Ciampino? Se ne fregano

ROMA – L’Italia finisce sotto inchiesta a causa dell’aeroporto di Malpensa. La Commissione Europea, infatti, ha preso in considerazioni le conseguenze ambientali che sono ricadute inevitabilmente sul parco naturale della valle del Ticino, eludendo di fatto le stesse direttive in tema ambientale. Insomma Malpensa era partito male e ancora oggi si dibattono le cause conseguenti alla realizzazione del più grande HUB del nord Italia, mai decollato.

Le denunce dei cittadini che vivono nelle vicinanze di Malpensa, le segnalazioni continue degli ambientalisti, la preoccupazione per i danni ambientali causati in quest’area protetta hanno sortito l’effetto sperato. O meglio, qualcosa sta iniziando a muoversi, soprattutto dopo le perizie emerse sul territorio che attestano l’inevitabile compromissione causata dagli scarichi degli aeroplani. Scarichi di cherosene che – come un’ampia letteratura scientifica ha dimostrato – inquinano molto più rispetto alle tradizionali benzine usate dalle auto. Insomma, il danno ambientale è appurato, tanto che la Sea, società gestore dell’aeroporto di Malpensa, è stata condannata a risarcire il proprietario di un’area boschiva di 220 ettari nel varesotto per ben 4 milioni di euro. Ma se al Nord qualcosa si sta muovendo al centro sud le cose non sono affatto migliorate. Anzi, mentre a Malpensa il traffico non ha mai raggiunto le aspettative previste in altri aeroporti a Ciampino  è addirittura aumentato. La Ryanair che fa da padrone con oltre 4,5 milioni di passeggeri trasportati all’anno è sempre pronta ad annunciare nuove rotte, in barba ad un degrado ambientale di cui si parla troppo poco, a regole italiane inosservate dalla compagnia low cost irlandese che si giustifica dietro la sua nazionalità dal cuore liberista  e per finire alle sanzioni imposte dall’antitrust per messaggi pubblicitari ingannevoli, sulle quali la Ryanair ricorre inevitabilmente al Tar.

 

Eppure anche in questo caso le prove dell’inquinamento ci sono. Eccome se ci sono. Ma la torta da spartire in questo business è talmente alta che nessuno vuole fermare lo scempio ambientale che si sta consumando lentamente su questo territorio e alle conseguenza sulla salute dei cittadini, costretti a convivere quotidianamente con l’inquinamento ambientale e acustico. Non è un caso se uno studio di Legambiente ha rilevato che ben  l’84% delle polveri sottili registrate a Ciampino si originano dal traffico aereo. Non è un caso se un recente studio  dell’Osservatorio per il Farmaco del Ministero della Salute indica che in questo comune della provincia di Roma c’è la più alta spesa pro-capite per farmaci anti-tumorali a livello nazionale, mentre a causa del ripetitivo impatto acustico, intorno agli aeroporti aumenta il consumo di ansiolitici e psicofarmaci in genere. Non è un caso se c’è stato un notevole e significativo incremento sulla mortalità per tumori soprattutto del polmone, della pleura e della vescica.

 

In questo territorio non sono servite a nulla neppure i movimenti, le associazioni ambientaliste e le denunce dei cittadini.
Come riporta un recente comunicato diffuso nel luglio scorso dal comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino “il Gip del tribunale di Roma, pur archiviando gli esposti e le proteste dei cittadini, nel suo decreto di archiviazione ha indicato i sindaci dei comuni come unici responsabili della salute pubblica dei loro cittadini”.
“Il Gip ha invitato a chiedere al Tar il commissariamento “ad acta” degli enti inadempienti – continua sempre il comunicato – . Noi ci aspettiamo che i sindaci appena eletti di Ciampino e Marino agiscano immediatamente a difesa della salute dei loro cittadini, adempiendo, al contrario degli altri enti, al loro dovere, chiaramente indicato dal Gip, e non rinneghino anni di battaglie che le amministrazioni precedenti hanno condotto a fianco dei cittadini”.

Nonostante i buoni propositi,  chi conosce bene il problema ambientale e da anni lotta  contro i principali responsabili di questa devastazione ambientale, conosce le proporzioni di questo muro di gomma dove ogni denuncia viene rispedita al mittente. A Ciampino di battaglie ne sono state fatte tante e come sempre il primo male da debellare rimane l’indifferenza.

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