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Lo sport osserva un minuto di silenzio per SuperSic

ROMA – Messaggi di cordoglio alla famiglia e alla fidanzata  Kate Fretti sono arrivati da tutto il mondo.

Questo per confermare la stima e l’affetto che molti nutrivano per questo giovane solare, anche al di fuori del suo ambiente professionale. Lascia sgomenti rivedere il suo ultimo messaggio postato su YouTube nel quale dice:  “Ho voglia di scendere in pista. Penso si possa far bene, cercheremo di salire sul podio. Magari sul gradino più alto, quello centrale”. E poi conclude: “sono sicuro di possa fare molto bene”. Marco Simoncelli nella vita era così. Un ragazzo che – come spesso diceva – voleva “sgasare la moto”, ovvero dare tutta manetta per vincere.

Il pilota spagnolo Jorge Lorenzo, dopo aver appreso la trsite notizia, è senza parole: “In un giorno così non so proprio cosa dire, non ci riesco: solo che ci mancherà tanto. Marco, riposa in pace”.
Mentre il suo manager Carlo Pernat lo ricorda così: “Era un ragazzo di altri tempi, un ragazzo con dei valori che gli ha dato la famiglia, il papà, la mamma, con la sua fidanzatina. Un giovane senza avere tanti altri grilli per la testa, un ragazzo con tanti sogni e ambizioni e tanta amicizia per tutti”.

Nel frattempo tra la rabbia e il dolore si cerca di capire se questo incidente poteva essere evitato, se davvero si fa di tutto per garantire quel minimo di sicurezza ai piloti per evitare tragedie come queste. Le immagini dell’incidente hanno fatto il giro del mondo. La scivolata all’origine causata dalla mancata aderenza dei pneumatici,  che fanno toccare l’asfalto al corpo di Marco e poi il violento impatto con la moto di Colin Edwards che gli era dietro di pochi metri.
E poi subito ancora Valentino Rossi che inconsapevolmente lo avrebbe colpito in testa, facendo sfilare il casco.

Lo sport osserva un minuto di silenzio per SuperSic

Anche lo sport ha voluto ricordare il campione italiano. Uno striscione è comparso allo stadio Meazza per ricordare Marco Simoncelli. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha chiesto di ricordarlo ‘ con un minuto di raccoglimento in tutti gli impianti dove si disputavano gare. “È uno dei giorni più tristi della mia presidenza – ha detto Petrucci -. La vita è sacra e non si può morire a 24 anni per una gara”. A San Siro, prima di Inter-Chievo, sul maxi schermo dello stadio, come accaduto in tanti altri impianti, è stata proiettata la foto del pilota sorridente, con la tuta da gara, mentre alcuni tifosi sugli spalti hanno esposto uno striscione con scritto: ‘Una nuova stella…58…Ciao Sic’.  Anche nel basket, la stella dei Toronto Raptors, Andrea Bargnani, ha scritto: «Sono senza parole, una tristezza infinita» e l’altro italiano che gioca nella Nba, anche se attualmente fa parte dell’EA7 Milano, Danilo Gallinari. «Sic uno di noi… Queste cose non vorresti mai accadessero… Questa mattina quando mia mamma mi ha scritto il messaggio non ci credevo». Nel mondiale rally, prima della partenza dell’ultima tappa del Catalogna è stato osservato un minuto di silenzio. Infine due grandi del mondo dello spettacolo: «Ciao Marco. Grande campione. Persona strepitosa. Energia, entusiasmo, talento, allegria, passione. Ciao Marco, cia Sic. Un abbraccio alla famiglia» è il pensiero postato da Jovanotti e Fiorello ha scritto: «Non si riesce a non pensare a Marco».

 

L’ultimo messaggio di Marco

 

“Diobò che bello!” è il libro che Marco Simoncelli scrisse nel 2009 per raccontare la sua passione: la moto.  

Chi ha la passione dei motori lo sa: c’è sempre un giro di pista da fare. E quando la pista non c’è, basta inventarsela. Così Marco Simoncelli Campione del Mondo delle 250 ci porta sulle colline romagnole da cui, ancora bambino, scendeva in bici e senza mani, oppure nelle vie centrali di Riccione dove si divertiva a fare lo slalom a tutta birra fra i bagnanti estivi con la sorellina di due anni: lui sui roller, lei dentro la carrozzina. Apre la porta della Cava, luogo mitico per i motosuonati, dove i piloti professionisti – fra cui anche Valentino Rossi – e semplici appassionati si sfidano tutto l’anno per allenarsi a guidare in condizioni estreme, per poi finire a cena tutti insieme, con pane, salame e vino generoso. Quando Simoncelli fa il grande salto e diventa un pilota professionista, il suo racconto ci porta sui circuiti di tutto il mondo, dal Mugello fino ad Assen, in Olanda, o a quello mitico di Rio de Janeiro. Fra pole position, drittoni in fondo al rettilineo, vittorie e delusioni, si respira un’aria per nulla viziata dai gas di scarico. Anzi, dentro la pista e nei box c’è una vitale passione per quei matti che a cavalcioni di un pezzo d’acciaio sfrecciano ai 300 all’ora.

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