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La soluzione anticrisi del Governo? Dodici condoni in arrivo

ROMA – Dodici tipi di sanatoria, incluso il concordato fiscale e la sanatorie del canone Rai. La bozza del DL sviluppo allo studio prevede una serie di condoni fiscali, tra misure che tornano, la rottamazione dei ruoli e la chiusura delle liti pendenti, e novità assolute, come la regolarizzazione dei tributi locali. Prevista anche una sanatoria per le multe comminate per i manifesti politici selvaggi.

Sarà possibile regolarizzare il canone Rai non versato fino al 31 gennaio 2011 con 50 euro l’anno. Il versamento dovrà essere effettuato entro il 2 aprile 2012, anche nelle ipotesi in cui vi sia un procedimento amministrativo o giurisdizionale in corso. Le multe dovute per la contestazioni di affissioni irregolari, il cosiddetto “manifesto selvaggio”, si potrà regolarizzare con 750 euro l’anno per affissioni fino al 2010.

«Non è credibile che un governo che non ha fatto nulla fin qui ora faccia quello che serve. Faranno articolesse “de minimis” inventando condoni e sanatorie invece di fare una seria riforma fiscale. Ma i condoni sono un pugno in un occhio». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, attacca così la credibilità del governo mentre è in corso il Consiglio dei Ministri.
«Se il governo pensa di risolvere il problema dei conti dello Stato con dodici condoni, allora ha una visione distorta della realtà e si dimostra, ancora una volta, non all’altezza. Premiare i furbi che non hanno pagato le tasse equivale a punire tutti quei cittadini onesti che hanno sempre versato i tributi. Inoltre, Silvio Berlusconi dovrebbe sapere che il condono non era uno dei punti del programma elettorale con il quale ci siamo presentati agli elettori nel 2008: così si tradisce il popolo del centrodestra». Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino.

«L’Italia ha già fatto e si appresta a completare quel che è nell’interesse nazionale ed europeo, e che corrisponde al suo senso di giustizia e di equità sociale. Onoriamo il nostro debito pubblico puntualmente, abbiamo un avanzo primario più virtuoso di quello dei nostri partner, faremo il pareggio di bilancio nel 2013 e nessuno ha alcunché da temere dalla terza economia europea, e da questo straordinario paese fondatore che tiene cara la cooperazione sovranazionale almeno quanto la sua orgogliosa indipendenza». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una lunga nota che così prosegue: «Quanto alle turbolenze da debito sovrano e da crisi del sistema bancario, in particolare franco-tedesco, abbiamo posizioni ferme, che porteremo al prossimo vertice dell’Unione. L’euro è l’unica moneta che non abbia alle spalle, come il dollaro o la sterlina o lo yen, un prestatore di ultima istanza disposto a difendere strutturalmente la sua credibilità di fronte all’aggressività dei mercati finanziari. Questa situazione va corretta una volta per tutte, pena una crisi che sarebbe crisi comune di tutte le economie europee. Stiamo facendo qualche timido passo avanti per un governo dell’area euro, ma resta ancora molto da fare. La Germania di Angela Merkel è consapevole di questo e il suo lavoro si avvarrà della nostra leale collaborazione. Nessuno nell’Unione può autonominarsi commissario e parlare a nome di governi eletti e di popoli europei. Nessuno è in grado di dare lezioni ai partner. D’altra parte l’insieme della classe dirigente italiana, se vuol essere considerata tale, invece che un coro di demagoghi, dovrebbe unirsi nello sforzo dello sviluppo e delle necessarie riforme strutturali sulle quali il governo ha preso e sta per prendere nuove decisioni di grande importanza». «L’Italia del lavoro e dell’impresa sa come stanno le cose, vuole un deciso impulso alla libertà e alla concorrenza, e non partecipa a giochi di potere, interni ed europei. Sarebbe un bene se l’Italia dei partiti e delle fazioni si scrollasse di dosso le vecchie abitudini negative, e per una volta si mettesse a ragionare in sintonia con il paese reale abbandonando il pessimismo e il catastrofismo. Da qui possono partire il risanamento e la ripresa».

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