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Salute. Febbre del Nilo. Terzo morto in Sardegna

IGLESIAS –  Ennesimo decesso causato dalla famigerata “Febbre del Nilo”.  Salgono così a tre i casi di morte. È deceduto, infatti, durante la notte nell’ospedale Santa Barbara di Iglesias, il pensionato oristanese di 76 anni ricoverato da alcune settimane per la West Nile disease (Wns). L’uomo, ha reso noto la Direzione sanitaria, era giunto al nosocomio di Iglesias già in coma per una meningo encefalite e non si era mai ripreso. In Sardegna erano morte nelle scorse settimane già due persone di Febbre del Nilo. Il 7 ottobre scorso era deceduto un paziente di 34 anni di San Vero Milis (Oristano) mentre un primo decesso, di un ultrasettantenne, era avvenuto una decina di giorni prima e le analisi avevano accertato la positività al virus. La Wns che, ha colpito anche decine di cavalli, soprattutto nell’oristanese, si trasmette all’uomo con una puntura di zanzara.

Il virus
Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi.
La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999. Colpendo sia i cavalli, sia le persone, all’apice del focolaio epidemico del 2002, sono stati registrati 15.000 casi solo nei cavalli. Allo stato attuale, il virus della West Nile costituisce una minaccia annuale per i cavalli e per le persone negli Stati Uniti, dove la malattia è diventata endemica. L’impatto sui cavalli e nell’industria americana dell’allevamento equino è stato devastante, con un tasso di mortalità circa del 40%. Nel 2008 un focolaio endemico in Italia ha determinato casi nelle persone così come nei cavalli. Sono stati riportati casi di infezione in 77 cavalli e due persone, come del resto era accaduto negli Stati Uniti.

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