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Alitalia, ovvero Aliballe. Il comitato cassaintegrati Overbooked: “Un vero scandalo”

Il 26 ottobre si terrà il CDA di Alitalia CAI, convocato per esaminare i conti dei primi 9 mesi. In quel contesto verrà presentato anche il nuovo piano industriale 2012-14

Riportiamo integralmente la nota diffusa dal Comitato cassaintegrati Overbooked.

Noi riteniamo che nessun piano industriale possa avere senso viste le premesse che sulla nostra pelle conosciamo  fin troppo bene. L’Alitalia-Cai, nonostante le continue fanfare a cui assistiamo a mezzo stampa, si sta di fatto sempre più ridimensionando, relegandosi a ruolo di vettore regional. Infatti ciò risulta evidente dagli assets strategici dell’azienda (a partire dal tipo macchine impiegate e dall’operativo determinato dalle direttrici). Questo accade ovviamente perché la l’Alitalia-Cai è controllata da Air France. La compagnia aerea francese ne determina, sin dalla sua nascita, il dovuto ridimensionamento a vettore regional, rendendola strategicamente funzionale ad essa, essendo in tutto e per tutto sua compagnia subordinata.

Ma il continuo ridimensionamento dell’Alitalia-Cai blocca di fatto ogni possibile serio e reale sviluppo, il che, come logica conseguenza, impedirà ogni eventuale futura ricollocazione sia dei colleghi oggi posti ancora in Cigs provenienti da Alitalia in a.s. (la bad company), che di quelli di Alitalia-Cai derivanti dall’ultimo accordo.
In pratica, gli interessi di un paese straniero negano la possibilità di accedere al naturale posto di lavoro che sarebbe dovuto a molti colleghi in Cigs.
Se a questo uniamo il fatto che vengono chiamati lavoratori ex novo con contratti precari, mentre i cassaintegrati continuano a rimanere in Cigs a spese dello Stato (cioè a spese di altri lavoratori), si comprende bene come sia impossibile per noi cassaintegrati anche solo sperare di rientrare in servizio.

Questo è un vero e proprio scandalo!

Assistiamo in pratica, e nel silenzio complice dei media, a degli aiuti di stato a favore di un’azienda privata, mentre bisognerebbe ricordare come l’Alitalia a suo tempo fu fatta fallire apposta, negando ogni ulteriore aiuto economico. Nel contempo Air One, altra azienda privata, in condizioni finanziarie peggiori di Alitalia, fu salvata dall’intervento della Cai, grazie al regalo del Governo di un’azienda come l’Alitalia che era stata uno dei gioielli del gruppo Iri.  Con l’occasione si sono salvati inoltre i capitali di Banca Intesa investiti in Air One.
Ricordiamo poi che le ultime richiamate di assistenti di volo, di cui si parla in questi giorni, non sono altro che il frutto di un accordo (4 marzo 2011) nel quale si sono concesse centinaia di part-time e delle Cigs volontarie, quindi per nulla legato ad un reale sviluppo dell’azienda, ma solo il prezzo di una categoria che paga un conto saltato per far rientrare dei colleghi nel proprio posto di lavoro. A terra invece, si sono concesse centinaia di Cigs volontarie senza che queste siano seguite da alcun accordo sulle richiamate dalle vecchie Cigs di Alitalia in a.s.

Infine, e alla luce dei palesi “errori” nelle liste di mobilità (mancanza dei carichi familiari e scomparsa dalle stesse di alcuni colleghi), qualsiasi eventuale richiamata dalla Cigs in assenza di una lista pubblica, chiara e trasparente, sarebbe portata a compimento con l’unico criterio oggi presente, ossia attraverso un sistema clientelare che non tutela affatto i lavoratori, privandoli dei residuali diritti, che risultano inoltre sempre più privi di efficacia.
Da segnalare inoltre che , a fronte dell’assunzione di 237 piloti provenienti dall’area CIGS , le spese per la loro riqualificazione professionale , ergo i brevetti di volo , verranno sostenute dal Fondo Speciale del Trasporto aereo , destinato a suppportare Aziende in crisi…insomma…l’ennesimo aiuto di Stato per una Compagnia che di privato , alla fine , ha ben poco..ah si.’.i guadagni (se ci saranno) !!!!

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