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Tragicommedia all’italiana. Le pensioni non si toccano, o forse qualcosa sì

ROMA – I bambini sono molte volte più perspicaci e intelligenti, lo avrebbero capito. Le sole novità che possiamo aspettarci da questo governo sono trappole in cui far cadere la popolazione. Se Berlusconi festeggia il tapiro d’oro dopo i milioni di copie vendute con “portiamo il peso dell’eredità dei precedenti governi”, il Cittadino italiano è veramente stufo di assistere a inciuci, accordicchi, legiferazioni basate su escamotage, postille e quant’altro.

Berlusconi ha incerottato il governo strappando il sì della Lega. Ma è così in realtà? Se guardiamo la scellerata richiesta del “gruppo tecnocratico” europeo che si arroga il diritto a regolare la vita dei Cittadini membri dei singoli Stati dell’Ue, ciò che il Premier porterà con sé a Bruxelles è carta straccia! L’accordo che il Pdl “vende” come tale non apporta sostanziali modifiche allo stato di cose attuali in materia di previdenza e sarebbe comunque applicabile solo negli anni a venire. In poche parole non ci sono state decisioni ufficiali né cambiamenti sostanziali che prevedano qualcosa di certo.

 

La Lega non accetta l’innalzamento a 67 anni di età e il Pdl “spulcia” tutti i possibili cavilli per giocare a ribasso offrendo a Bossi e compagnia qualcosa di “soddisfacente”. Si parla addirittura di metter mano alle pensioni di reversibilità, oppure di avventurarsi nella caccia delle “baby pensioni”, con l’arduo compito di intervenire sui diritti acquisiti.  Insomma, per quanto ci riguarda direttamente, o meglio, per quanto riguarda la risposta da dare all’ennesimo cialtronesco diktat dei tecnocrati europei al servizio di Francia e Germania (tra i quali non dimentichiamo c’è pure un certo Draghi!) non ci sarà, salvo sorprese dell’ultimora, il sì all’innalzamento immediato dell’età pensionabile a 67 anni. Quest’ultima eventualità è presumibilmente avviata ad entrare progressivamente in vigore a partire dal 2014 fino al 2026.  La demagogica politica leghista punta l’indice sulle pensioni d’invalidità, che a quanto sembra sono, almeno nel sud, stimate in numero quattro volte più grande rispetto alla Germania.

 

Ma allora perché non puntare su una vera politica fiscale che garantisca serietà e rigidità, iniziando a stabilire criteri più equi e giusti, nonché convogliando l’attenzione sui grossi redditi?  Il riferimento ad una vera patrimoniale è chiaro, e non si parla di quella “patrimonialetta” che vorrebbe la cassiera degli imprenditori, tale Emma Marcegaglia, quanto una vera tassazione degli altissimi redditi che portano il 10% delle famiglie italiane a detenere il circa 44% della ricchezza! Come ormai ben sappiamo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ed è per questo che prima o poi il Cittadino chiederà lumi su questa situazione che è diventata senza via d’uscita.  Il Nostro beneamato Premier si appresta quindi, letterina alla mano, a recarsi nuovamente a Bruxelles; si mostra come sempre apparentemente spavaldo, ma è ben conscio dell’altissima probabilità di essere nuovamente preso a schiaffi dalla troika economica europea. Si rimanda ancora una volta al buonsenso (di cui non si vede traccia!) della politica nostrana. Bossi tiene il punto sul fatto di non voler accettare governi tecnici ma i soli a seguirlo in questa convinzione sono i partiti della sinistra.  Il coraggio è merce rara e nessuno continua a voler correre rischi per non perdere gli attuali vantaggi. Sembra quasi del tutto sparita la speranza dell’intervento Istituzionale, dal quale poi non si riceverebbe probabilmente altro che l’indicazione di un governo di transizione. Immaginate il caos e le infinite discussioni sul da farsi, sulle convenienze di parte e altro?  Suvvia, siamo seri almeno per una volta, e cerchiamo di non peggiorare quella bassissima credibilità che ormai ci segue in ogni parte del mondo. Anche questo deriva dall’eredità proveniente dai governi del passato? Dopo quasi 20anni di Berlusconismo ci sembra davvero improbabile!

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