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L’UE contraria a misure di austerità che penalizzano gli 80 milioni di disabili. Che farà ora l’Italia ?

ROMA – In una nota dell’Ansa del 25 ottobre leggo con piacere che il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione in cui vengono indicate una serie di misure a favore delle persone con disabilità.
Tutti i paesi membri dell’Ue devono fare di piu’ per garantire l’integrazione degli oltre 80 milioni di persone con disabilita’ presenti in Europa.

Nella risoluzione si sottolinea che attualmente il tasso di occupazione dei disabili e’ di soltanto il 45% e che la crisi economica rischia di colpire con maggiore forza proprio questo gruppo di persone.
Gli eurodeputati chiedono alle autorita’ nazionali di non usare le misure di austerita’ ”come pretesto per tagliare i servizi”, ma anzi di elaborare politiche che mirano all’inclusione sociale.

Questa parte della risoluzione è clamorosa, perché la manovra dell’Italia per ridurre il debito pubblico va nella direzione opposta. Si prevedono infatti 40 miliardi di euro di tagli, su 145 miliardi di manovra, derivanti dalla riforma fiscale e assistenziale,  in discussione ora alla Commissione Affari sociali della Camera, più altri tagli alle spese sociali degli enti locali.

Molte persone disabili saranno privati di pensioni di invalidità, di indennità di accompagnamento, di agevolazioni fiscali e di servizi che limiteranno non solo la loro autonomia, ma metteranno a rischio in alcuni casi la loro stessa sopravvivenza.
I tagli peseranno, pertanto, molto di più sulle persone con disabilità che su altre in piena salute e con redditi elevati.

Ciò è già in contrasto con i diritti sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e da altre norme.

In coerenza con questa nuova risoluzione dell’UE, tra l’altro approvata anche da parlamentari europei della Lega Nord,   l’Italia dovrebbe modificare la sua manovra per favorire e non limitare l’ inclusione sociale delle persone disabili.
Mi auguro, pertanto, che ora arrivino sollecitazioni dall’UE al nostro Paese anche per raggiungere questo obiettivo.

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