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Sacconi insiste: “Nuclei organizzati lavorano per la rivolta”

ROMA – Non si sono ancora placate le polemiche per l’allarme lanciato sabato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (“paura terrorismo” ), e oggi il ministro rincara la dose. “Quello che e’ successo a Roma il 15 ottobre scorso dimostra che in Italia sono al lavoro nuclei organizzati che operano clandestinamente per trasformare il disagio giovanile in rivolta”, ha comunicato in una nota Sacconi, aggiungendo che “in quell’occasione gli indignati hanno manifestato in più di 900 città del mondo, ma solo a Roma si e’ assistito a una violenza organizzata e pianificata.”

Secondo il ministro non serve “temere un ritorno all’eversione di massa degli anni Settanta, per paventare che un dibattito politico manicheo ed esasperato come quello dei giorni nostri possa produrre un ‘contesto’ nel quale un gruppetto sparuto di esagitati possa tentare di eliminare il ‘nemico dei lavoratori’ di turno”.
“Oggi in Italia non esiste (ancora…) – conclude Sacconi – un movimento eversivo con “energie terroristiche” come allora. Ma Biagi non e’ stato ucciso da una possente organizzazione terroristica. E’ stato assassinato da un gruppetto di una decina di persone”.

 

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