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Si stima che rappresenteranno i 4 o 5 per cento della spesa farmaceutica

ROMA – Quanto costeranno alle politiche europee i farmaci orfani nei prossimi 10 anni? L’aumento dei farmaci esistenti – che va crescendo – unitamente a miglioramenti nella diagnosi, non potrebbero rendere questi costi insostenibili visto il prezzo elevato di alcune di queste molecole?. Si tratta di domande legittime, soprattutto in un periodo di crisi. Ad analizzare la questione hanno pensato il prof Adam Hutchings di Londra insieme ad alcuni colleghi inglesi e americani. Le conclusioni a cui sono giunti attraverso un’analisi piuttosto dettagliata, pubblicata nell’ultimo numero del’Orphanet Journal of Rare Diseases è che nonostante un aumento del numero di farmaci orfani approvati in Europa, nel prossimo decennio la crescita complessiva del costo, in percentuale, di questi medicinali potrebbe comunque diventare sostenibile.

Attualmente, infatti, i farmaci orfani sono considerati un ‘peso’ per i bilanci sanitari europei ma, secondo le previsioni contenute nello studio il loro impatto economico dovrebbe rimanere costante a partire dal 2016. Entro il 2020 è prevista una stabilizzazione della spesa farmaceutica totale in Europa, che si attesterà intorno al 4- 5 per cento di quella sanitaria generale. 
Ciò suggerisce che il costo dei farmaci non costituirà una barriera all’accesso ai trattamenti per le malattie rare. 

Le preoccupazioni per il costo dei medicinali orfani, invece, ne ritardano attualmente l’approvazione e l’utilizzo, creando anche una disparità di accesso nei diversi paesi europei. I decisori delle politiche e i manager della salute temono che la futura crescita del costo dei farmaci orfani non sarà sostenibile da parte dei sistemi sanitari. Ciò alimenta gli interrogativi sull’esigenza di una revisione del Regolamento europeo per i farmaci orfani, adottato nel 2000, che ha sia tracciato percorsi regolatori, sia creato incentivi, per le aziende farmaceutiche produttrici europee. 
”Le malattie orfane – dice Adam Hutchings, partner della società di consulenza in economia sanitaria Global Market Access Solutions e co-autore dello studio – sono state ignorate a lungo: prima dell’introduzione della normativa europea, esistevano pochi prodotti sviluppati specificamente per i pazienti che ne erano affetti. Speriamo che questi risultati possano dare un ulteriore supporto alla sostenibilità della normativa in materia e fornire un utile strumento di approfondimento, agevolando i responsabili delle decisioni in campo sanitario nella pianificazione dei finanziamenti ai farmaci orfani”.

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