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Garzanti. Storia dell’Italia unita. Di Alberto de Bernardi e Luigi Ganapini

ROMA – Esattamente un secolo e mezzo fa, l’Italia è diventata una nazione. Dopo il rinascimento, il nostro paese era stato relegato in un ruolo marginale: dopo l’unità, ha iniziato un percorso che l’ha portato tra le maggiori potenze economiche del pianeta. Sul fronte della modernizzazione e della ricchezza, i successi dell’Italia unita sono dunque numerosi e innegabili.

Tuttavia la storia recente del nostro paese resta segnata da due grandi tragedie come il fascismo e la distanza tra Nord e Sud. Due conseguenze, secondo alcuni, del fallimento delle élites politiche e intellettuali che dall’Ottocento si sono impegnate a «fare gli italiani». E due sintomi di quella irrisolta «crisi della nazione» che è tornata di attualità anche oggi, quando il nostro paese cerca una nuova collocazione nello scenario internazionale, tra spinte alla globalizzazione e resistenze identitarie.

La storia dell’Italia unita racconta così una vicenda problematica, ricca di luci ma anche di ombre. Il volume è articolato lungo cinque narrazioni parallele, che approfondiscono altrettanti aspetti fondamentali: la politica internazionale; l’evoluzione del sistema politico e gli eventi che l’hanno segnato, a cominciare dalle due guerre mondiali; il modello di  sviluppo, con i due miracoli economici; l’evoluzione della società; l’identità del paese attraverso la cultura.

Tenendo presente le diverse prospettive adottate via via dagli storici per leggere il «caso italiano», De Bernardi e Ganapini offrono così una ricostruzione della vicenda italiana che tiene conto della lezione del passato, ma si apre anche alle sfide del presente: un saggio che vuole intervenire nel discorso civile del paese con gli strumenti propri del «mestiere dello storico», evitando tanto la museificazione della memoria quanto le trappole del sensazionalismo.

Alberto De Bernardi è docente di Storia contemporanea all’Università di Bologna. Direttore della rivista on line «Storicamente» e condirettore della rivista «Società e storia», è membro dei comitati scientifici delle riviste «Storia in Lombardia» e «Italia Contemporanea». È direttore del CIREC (Centro interateneo di ricerca sull’Età Contemporanea).  Tra i suoi libri più recenti, Il Sessantotto (con M. Flores, 1998), Una dittatura moderna (2001, 2006), Discorso sull’antifascismo (2007) e Da mondiale a globale (2008).

Luigi Ganapini, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Bologna, è direttore dell’ISEC (Fondazione istituto per la storia dell’età contemporanea). Tra i suoi saggi, Il nazionalismo cattolico (1970), Una città, la guerra (1988); ha collaborato a numerose opere collettanee tra cui Operai e contadini nella crisi italiana del 1943-44 (1974) e I sindacati occidentali in una prospettiva storica comparata (1995). Con Garzanti ha pubblicato La repubblica delle camicie nere (1999).

Collezione Storica. 1142 pagine – 48.00 euro

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