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Berlusconi: “Abbiamo i numeri, andiamo avanti”.Orlano: “Premier: zavorra dell’economia”

ROMA – Berlusconi torna a parlare e questa volta lo fa dalla Convention di Azione Popolare promossa da Silvano Moffa, dove è intervenuto telefonicamente: “Abbiamo i numeri e andremo avanti fino ala fine della legislatura”. Così il premier ha voluto in qualche modo rassicurare i suoi alleati dallo sbriciolamento che si sta consumando all’interno della sua maggioranza.

“No al governo tecnico e no alle larghe intese” – ha detto il Cavaliere. – Non c’è alternativa a questo governo, noi vogliamo andare avanti  e abbiamo i numeri certi anche stavolta. Le defezioni penso che rientreranno”.
Non poteva mancare la solita frecciatina all’opposizione, i cui militanti stanno ancora cavalcando l’onda del successo conseguito ieri alla manifestazione romana di Piazza San Giovanni: “Non si può lasciare l’Italia a Vendola, Bersani e Di Pietro”, ha detto ancora il premier.  E ancora: “Dobbiamo fare presto ad approvare le riforme che abbiamo presentato a Bruxelles, perchè dobbiamo rispettare i tempi chiesti dalla Ue”.
Ma c’è un’altra frase del premier, tanto per mantenere viva la sua vena contraddittoria: “Siamo nel pieno di una crisi che è la più grave della nostra storia” ha ribadito. Peccato che
solo due  giorni fa diceva esattamente il contrario, ovvero, che la crisi in Italia non c’era e bastava guardare le prenotazioni dei voli aerei o dei ristoranti per capirlo.
Il premier, non poteva mancare il solito rituale, ovvero quello di puntare il dito contro la stampa definendola “disfattista e catastrofista”.

Per concludere il Presidente del Consiglio ha dtto che “nessuno, in Parlamento, è in grado di mettere insieme una credibile maggioranza alternativa. In questa legislatura non potranno esserci governi contrari al mandato uscito nel 2008”.

“Berlusconi bleffa nell’ultimo disperato tentativo di salvarsi” , ha replicato Dario Franceschini. “Alla Camera non ha più la maggioranza e se non si dimette l’iniziativa di sfiduciarlo la prenderanno tutti i parlamentari, non solo di opposizione, che vogliono far nascere un governo d’emergenza per salvare il paese”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera .
Più tagliente l’affermazione del portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando: “Ora che si paventa la fine del suo ‘imperò, Berlusconi, come un disco rotto, ripete falsità, cercando di autoconvincersi di una realtà che non esiste. Siamo certi che Berlusconi scoprirà presto, nella maggioranza, l’esistenza di Parlamentari che hanno più a cuore le sorti dell’Italia e la propria dignità, piuttosto che le sue lusinghe e le sue promesse. D’altronde, un voto in più in Parlamento avrebbe come effetto solo quello di allungare l’agonia del Paese, reso ostaggio di un esecutivo incapace, che rischia di portarci alla recessione”.

“L’Italia – avverte sempre Orlando –  ha urgente bisogno di far ripartire l’economia, sotto la spinta di un nuovo governo e di una diversa fase politica, perchè Berlusconi è la zavorra che impedisce la ripresa dei mercati e che pesa drammaticamente sulla nostra credibilità a livello internazionale. È ora che il presidente del Consiglio – conclude Orlando – ammetta la sua disfatta e si faccia da parte per il bene del Paese, prima che sia troppo tardi”.

Infatti la drammatica situazione italiana sta avendo ripercussioni anche sui mercati. Anche dall’estero sembrano tutti aspettare con una certa preoccupazione le dimissioni del presidente del Consiglio, la cui credibilità è sotto zero. Questa sembra essere per molti una via obbligatoria per dare un po’ di ossigeno al marasma politico a cui assistiamo. Certo i problemi non si risolveranno nell’immediato, ma è diventato necessario avviare nei fatti la voglia di cambiamento. Come dice il proverbio: “Meglio tardi che mai”.

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