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Mario Monti per ripulire l’immagine dell’Italia

ROMA – “L’Italia ha un lavoro enorme da fare”. Con queste parole esordisce da Berlino Mario Monti, l’uomo indicato a prendere le redini del governo, succedendo a quello di Silvio Berluscon. Anche il premier ha aperto uno spiraglio  a questa ipotesi, per molti l’unica possibile in questo momento, tanto che il rischio che sta correndo il Paese è così palpabile che potrebbe trasformarsi presto in una catastrofe.

Insomma, le ore sono contate, l’Unione Europea ha gli occhi puntati sull’Italia,  per cui è necessario accellerare il cambio della “guardia”. Lo vuole il terzo Polo, il cui leader Pier Ferdinando Casini parla di responsabilità collettiva, lo vuole il Pd e anche parte del Pdl, visto che al suo interno rimangono le vistose ferite che stanno lacerando il più grande partito del centro destra.
Saranno comunque le consultazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a dare seguito alle richieste  dei parlamentari per mettere in piedi un governo d’emergenza, che possa in qualche modo ripulire l’immagine che Berlusconi e il suo governo hanno lasciato in eredità agli italiani. Immagine che va ripulita e subito. Certo non sarà Mario Monti la panacea del cancro che ha divorato per anni l’Italia, ma in questo momento dare quel minimo di credibilità al Paese è un passo obbligatorio, ineludibile.

Intanto il Pdl, dopo le consultazioni al Quirinale, si è riunito nell’ufficio di presidenza dove dovrà essere presa una decisione definitiva sulla questione governo. Momenti di duro confronto in cui il segretario Angelino Alfano parla di una unità d’intenti all’interno del suo partito, nonostante il clima nell’aria trasmette esattamente la sensazione opposta.  Per dirla tutta, per qualcuno del Pdl il ritorno alle urne sembra essere l’unica via praticabile. Rotondi, assieme ad alcuni parlamentari della maggioranza, minaccia addirittura di aprire una vera e propria battaglia, nel caso in cui  il PdL dica sì al governo Monti Il ministro per l’Attuazione del programma, infatti, si dimetterà da parlamentare: “Se si deciderà di dare la fiducia a questo governo -precisa- troveremo il modo di assicurargli questi voti senza darglieli noi direttamente, dimettendoci e facendo subentrare i primi non eletti”. E’ stata “ordita una congiura”, serve “un gesto forte”.

Dice no al governo Monti anche la Lega nonostante sul maxi emendamento alla legge di stabilità si sia espressa favorevole:  “Se il presidente Napolitano darà l’incarico di formare il governo a qualcuno come Mario Monti, che non fa parte della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni del 2008, la Lega non lo sosterrà e passerà all’opposizione”, ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E poi: “Se si sciolgono le Camere si può andare alle elezioni entro 45 giorni e si può fare una campagna elettorale molto breve con ricette dure e dolorose che dovranno votare i cittadini”.

Anche il leader dell’Idv Antonio Di Pietro non ci sta. “Che sia Mario Monti o qualcun altro a guidarlo  l’Idv non sosterrà un governo tecnico, perchè sarebbe un governo sostenuto anche dalla maggioranza berlusconiana. Poi, nel caso questo nuovo governo dovesse fare un provvedimento che può servire agli interessi del Paese, potrò anche votarlo. Ma alla fiducia voterò no e staremo fuori dal governo”, ha detto l’ex Pm di Mani pulite.

Intanto domani scatta una procedura parlamentare lampo per approvare il disegno di legge di stabilità finanziaria. Domani mattina il provvedimento sarà votato dal Senato e sabato pomeriggio dalla Camera. A deciderlo  le conferenze dei capigruppo di Palazzo Madama e di Montecitorio. Le opposizioni si sono dette pronte a varare rapidamente il provvedimento del governo.”E’ un momento troppo difficile per non avere il più rapido esame al Senato e un voto immediato alla Camera”, ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd a Palazzo Madama.

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