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Sudan, detenzione arbitraria di quattro personalità eritree impegnate nella difesa dei diritti umani

ROMA –  Il Gruppo EveryOne supporta l’appello urgente promosso dall’ICER. La richiesta di un intervento immediato a tutela dei quattro esponenti della cultura e dell’attivismo umanitario in Eritrea viene estesa allo Special Rapporteur Onu sulla condizione dei difensori dei diritti umani, al Commissario europeo per i diritti umani, all’European External Actions Server a alle ong internazionali che tutelano la libertà di espressione e gli attivisti nel mondo.

Appello da parte dell’ICER (International Commission for Eritrean Refugees)

All’attenzione dell’onorevole Frank La Rue, Rapporteur delle Nazioni Unite sulla Promozione del Diritto alla Libertà di Opinione ed Espressione – Alto Commissario Onu per i Diritti Umani

Onorevole La Rue, l’ICER (International Commission on Eritrean Refugees) è un’organizzazioneis non-profit la cui missione è quella di offrire tutela ai rifugiati eritrei soggetti alla crisi umanitaria in patria e ad abusi in altre nazioni. La nostra organizzazione le invia questo appello a proposito di quattro eminenti personalità eritree imprigionate dalla autorità del Sudan. I primi due sono Abdulkadir Hamid e Ramadan Mohammed Nur, entrambi leader dell’Eritrean Islamic Congress e commissari nell’Eritrean National Commission for Democratic Change. Le loro funzioni sono quelle di difendere i diritti umani e le istanze democratiche in Eritrea. Sono stati arrestati senza una spiegazione ufficiale, contemporaneamente al viaggio del presidente dell’Eritrea nel Sudan. Gli altri due sono Jemal Hummed, editore di Adoulis.com, sito dedicato ai progressi democratici in Eritrea e Mohamed Hamid, attivista per i diritti umani in Eritrea. E’ sconcertante, per gli eritrei della diaspora, apprendere di tale trattamento iniquo riservato a personalità tanto importanti, incarcerate proprio mentre si preparavano a guidare una delegazione per la conferenza di Addis Abeba, dove partiti politici, società civile, professionisti, vecchie e nuove generazioni si incontreranno per discutere della prospettiva auspicabile di una transizione democratica, che consentirà ai cittadini eritrei di vivere finalmente in pace e ai profughi di tornare in patria senza temere persecuzione.
Data la gravità della situazione noi chiediamo alle autorità a cui è rivolto l’appello e a tutte le istituzioni civili e democratiche di agire con urgenza affinché le autorità del Sudan rilascino subito i signori Abdulkadir Hamid, Ramadan Mohammed Nur, Jemal Hummed e Mohamed Hamid.

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