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Ecco il nuovo governo Monti. La rosa dei super tecnici

ROMA – Dopo un brevissimo travaglio, mentre l’Italia versa in uno stato di emergenza, ,è nato il governo Monti.  Un governo di tecnici come anticipato dal professore della Bocconi in modo da essere al di sopra delle parti. Diciassette saranno, invece, i ministeri, dodici con portafoglio (tra questi l’Economia, del quale Monti ha l’interim), cinque senza portafoglio, contro i 23 dell’Esecutivo Berlusconi. 

Tre le donne nella squadra di governo. I 12 ministeri con portafoglio sono: Economia, Mario Monti (interim) Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata Interno, Anna Maria Cancellieri Giustizia, Paola Severino Difesa, Giampaolo Di Paola Sviluppo-Infrastrutture, Corrado Passera Agricoltura, Mario Catania Ambiente, Corrado Clini Lavoro-Pari Opportunità, Elsa Fornero Salute, Renato Balduzzi Istruzione, Francesco Profumo Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi,.
I cinque ministeri senza portafoglio sono invece: Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi Turismo-Sport, Piero Gnudi Coesione Territoriale, Fabrizio Barca Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda Cooperazione Interna e Internazionale, Andrea Riccardi. Sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà.
Mario Monti sarà presidente del Consiglio con delega all’Economia.

Soddisfazione è stata espressa da più parti per la velocità con cui Monti si è dato da fare e per l’autorevolezza dei componenti del governo. Tuttavia la sua rosa di tecnici darà sicuramente fiducia ai mercati esteri, ma non per questo porterà fuori dalla crisi il nostro Paese. Almeno così la pensa Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: “Questo governo non ci piace: è espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel mondo che ci ha portato nella crisi attuale. Questo governo – prosegue Ferrero – legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private, ai  soliti notì è il contrario di quello che serve al Paese. L’Italia dovrebbe mettere in discussione le politiche europee che sono all’origine della speculazione mentre questo governo è espressione diretta dei potentati e dell’ideologia neoliberista che hanno forgiato quelle politiche errate. Si amplia quindi la nostra contrarietà al governo che lungi dall’essere tecnico è il governo delle lobby e dei poteri forti: la parola spettava al popolo, la scelta di non andare alle elezioni anticipate è un grave errore che purtroppo – conclude Ferrero – pagheranno gli italiani”.
Adesso si attende il programma del neo governo sui temi più caldi che stando alle promesse del neo premier dovranno prevedere “equità”.

LUniversità a Palazzo Chigi
Per altri, invece, il nuovo consiglio dei ministri sembra  una sorta di riunione della Conferenza dei rettori, visto che nella squadra del Premier Monti rettori e professori abbondano. A cominciare proprio dal nuovo presidente del consiglio, rettore della prestigiosa Bocconi dal 1989 al 1994 e successivamente Presidente della stessa. Due Magnifici sono stati scelti per guidare i dicasteri della Cultura e dell’Istruzione, Lorenzo Ornaghi e Francesco Profumo. Il 63enne Ornaghi è dal primo novembre 2002 Rettore dell’Universit… Cattolica del Sacro Cuore, lo stesso Ateneo nel quale si laureò in Scienze politiche diventando poi titolare della cattedra di Scienza politica. L’ingegner Profumo, uno tra i più giovani ministri del governo Monti, fino a stamani Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal primo ottobre del 2005 è diventato rettore del Politecnico di Torino. Anche la nuova titolare del dicastero della Giustizia ha dimestichezza con le aule universitarie: prorettore vicario dell’Università Luiss Guido Carli è professore ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria. «In cattedra» è pure il nuovo ministro della Salute: Renato Balduzzi è professore ordinario di diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale e professore invitato nell’Università di Paris-Val de Marne (Paris XII). Nelle aule universitarie ha lavorato parecchio Piero Giarda, responsabile dei Rapporti con il Parlamento: dopo aver insegnato all’Università Cattolica dal 1968 al 2001, alla Universitò degli Studi della Calabria dal 1972 al 1975 e all’Università di Harvard nel 1970, è diventato poi titolare del Laboratorio di Analisi Monetaria nell’Università Cattolica. Professore di fama internazionale è anche Andrea Riccardi, ordinario di Storia Contemporanea alla Terza Università degli Studi di Roma, studioso della Chiesa in Età moderna e contemporanea, ma anche del fenomeno religioso nel suo complesso. Infine, Fabrizio Barca, neo ministro senza portafoglio alla Coesione Territoriale ha tenuto e tiene corsi universitari sulle tematiche della teoria e dell’analisi empirica dell’impresa e del controllo societario, delle politiche di sviluppo e di storia economica dell’Italia nelle Università Bocconi di Milano, Siena, Modena, Roma (Tor Vergata), Urbino e Parigi.

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