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Prigionieri nel Sinai: ultimi aggiornamenti

ROMA – L’UNHCR conferma che 611 profughi eritrei sono stati liberati dai predoni del Sinai senza riscatto* che e attualmente si trovano in Israele.

Il Gruppo EveryOne ha appreso inoltre della morte violenta del famigerato trafficante di esseri umani e organi Soliman Abdalah Necklawi conosciuto come “Sultan”. Il trafficante è stato ucciso, secondo le nostre informazoni, in uno scontro a fuoco con alcuni beduini di un’altra tribù, i quali intendevano liberare un gruppo di profughi eritrei. I prigionieri sono stati successibvamente liberati e, secondo fonti attendibili, sarebbero diretti verso Israele. Siamo a conoscenza di almeno 450 migranti eritrei che non sono ancora stato rilasciati dalla bande di trafficanti. 58 di questi ostaggi si trovano in località Serah e sono nelle mani del predone Samih, la cui famiglia è dedita al traffico di esseri umani e organi. Un altro gruppo di prigionieri si trova in una località non identificata del nord del Sinai. Anbiamo trasmesso il numero di cellulare di un giovane prigioniero all’Alto Commissario per i Rifugiati e allo Special Rapporteur sul Traffico di Esseri Umani. Attualmente vi è una forte componente delle tribù beduine che è intenzionata a collaborare con le autorità e le Ong per porre fine all’odioso traffico di profughi ed esseri umani nel Nord del Sinai. Nei prossimi giorni una delegazione della Corte Penale Internazionale ( International Criminal Court – ICC), che ha accolto la denuncia presentata dalla rete di Ong contro il traffico di esseri umani nel Sinai (di cui fa parte il Gruppo EveryOne) incontrerà nel corso delle indagini sui crimini commessi dai trafficanti il difensore dei diritti umani Hamdy al-Azazy direttore della New Generation Foundatiomn for Human Rights e stretto collaboratore del Gruppo EveryOne. Ricordiamo i nomi dei principali trafficanti da noi segnalati alle autorità internazionali e ancora attivi nei loro affari criminali: Samih, Abu Khaled, Abu Ahmed, Abu Abdellah, Abu Moussa, Kemal, Abu Mohammed.

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