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Crisi economica. O si rompe con il passato o la situazione peggiorerà irrimediabilmente

ROMA – Ormai l’hanno capito anche i bambini che per uscire dalla crisi bisogna invertire la rotta, rompere con il passato. O meglio ancora,  cambiare radicalmente il modo di concepire l’economia rispetto alla situazione reale dei paesi che versano in situazione di forte instabilità.

Neppure le parole d’intento servono più a rialzare i valori del mercato. Il sistema sta implodendo da solo e che la Grecia stia affondando uscendo definitivamente dall’eurozone poco importa agli altri paesi, perchè ognuno sta tentando di salire su un’ipotetica scialuppa di salvataggio, ma solo per posticipare l’inesorabile fine.

Intanto la situazione dei mercati finanziari peggiora di giorno in giorno ed è fonte di estrema preoccupazione. Il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn  in audizione all’Europarlamento ha fatto notare che “L’Europa deve risolvere immediatamente i suoi problemi”, e ha aggiunto, la necessità  di andare avanti con la costruzione della rete di sicurezza, che si chiama fondo salva Stati. Bruxelles  segue  l’andamento dei mercati con l’obiettivo di  ripristinare la fiducia.  Per Rehn, anche l’elevata disoccupazione è la spia “che c’è qualcosa di profondamente sbagliato”. E doggi la notizia dei 72mila licenziamenti alla Nokia è solo l’ennesima spia d’allarme.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel propone una sua linea, invocando  un cambiamento dei trattati europei,  ovvero un primo passo che vada nella direzione di un’unione fiscale. Parole che fanno davvero riflettere su questa veduta europeista  piuttosto fantasiosa e dettata dal momento, visto che per l’Italia potrebbe non rappresentare affatto un’alternativa di facile assimilazione, almeno in questa situazione già di per sè confusa e poco credibile.
Insomma per la premier tedesca la fiducia va recuperata con misura politiche, anche se quali siano non è dato a sapere. Quindi neppure gli Eurobond sono – secondo la Merkel – la risposta giusta per dare un riassetto alla finanza.  E poi – sempre per la Merkel – la Bce deve rimanere un organismo indipendente e quindi non può stampare moneta.

Nonostante il clima diffuso di  pessimismo i big europeisti non demordono dalla solita linea e pensano che  la ricetta perfetta per uscire dalla crisi sia dietro l’angolo, ignorando che l’unica percorribile è quella di rompere con il passato, con le politiche liberiste, con la speculazione finanziaria dettata dalle BCE che finora ha finanziato proprio chi l’ha crisi l’ha determinata. E’ un cane che si morde la coda. In un momento come questo si pensa che continuare con la stessa linea possa significare la salvezza. Ma i fatti dimostrano esattamente l’opposto.
Oggi tanto per non cambiare l’umore nero arriva anche un’elaborazione dell’ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza dalla quale emergono dati allarmanti. Nel 2011 saranno, infatti, 120mila le aziende in difficoltà tra fallimenti, liquidazioni e concordati preventivi. Un dato che parla da solo.

Nel frattempo domani a Strasburgo  Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel s’incontreranno per discutere le prossime misure per contrastare la crisi. Misure che per ora non cambieranno lo stato attuale di incertezza.

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