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Il cancro dell’Italia è la corruzione. IL VIDEO

ROMA – Sarebbe stato troppo bello vedere tra i punti programmatici  del neo governo Mario Monti  un titolo, magari scritto a caratteri ben evidenti “L’Italia è un paese corrotto, da qui bisogna ricominciare”. 

Sarà il proverbio “occhio non vede, cuore non duole”, ma quando si deve ammettere le disgrazie in casa tutti fanno finta di niente. Anche nelle prime pagine dei giornali giornali, specie quelli che percepiscono l’agognato finanziamento pubblico, si sarebbe dovuto lanciare l’allarme corruzione. Invece niente. Al limite qualche trafiletto, qualche chiacchera da bar dello sport per poi dimenticare la nostra pessima condizione.

Eppure l’Italia è retrocessa silenziosamente dal 67mo posto dello scorso anno al 69mo nella classifica  di Transparency International, la cui organizzazione ha diffuso il rapporto 2011 sulla percezione della corruzione in  183 paesi nel globo. Ai primi posti con un  10 punti  i paesi meno corrotti, come la Finlandia, la Danimarca e la Nuova Zelanda, fino a scendere negli inferi, zero punti, dove troviamo l’Afghanistan, lo stato di Myanmar, la Corea del Nord e la Somalia. Nel mezzo l’Italia con 3,9 punti inserita in quella fascia color arancione che segnala la penultima spia d’allarme prima di diventare rosso fuoco. A precedere il nostro Paese il Ghana e non più il Ruanda come lo scorso anno, perchè questo piccolo stato africano, nonostante le problematiche interne, si è risollevato dal 66mo posto ed è schizzato al 49mo. Insomma perfino loro ce l’hanno fatta.  Qualcuno obietta che la classifica basandosi  sulla percezione determini risultati dubbiosi e discutibili. E’ probabile che non si raggiunga un’oggettività perfetta,  ma una cosa è lampante: l’Italia e gli italiani all’estero hanno una cattivissima reputazione. Anzi, ogni anno questo indice peggiora inesorabilmente, tant’è che in 15 anni abbiamo perso ben 36 posizioni. Un record da dimenticare. E di conferme su come vanno le cose nel nostro paese ne abbiamo davvero tante, che ci lasciano ben poco spazio per difendere questo stato di cose.

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