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Libri. Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio

ROMA – Lorenzo Manfredini detto il gladiatore è stato ucciso e ora a piazza Vittorio si cerca affannosamente il colpevole. Con un intreccio di gaddiana memoria Amara Lakhous lascia interdetto il lettore. Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio (edizioni e/o, 2007 pag.187, euro 12) non è un semplice giallo, ma è il racconto di una quotidianità multietnica e dinamica.

Il principale indagato è Amedeo, personaggio dalle origini incerte. Una varietà multiforme di personaggi ruota intorno all’ascensore di un palazzo a piazza Vittorio: Parviz Mansoor Samadi, iraniano. Benedetta Esposito, napoletana. Iqbal Amir Allah, bengalese; Elisabetta Fabiani _con il cane Valentino; Maria Cristina Gonzalez, peruviana; Antonio Marini, milanese ; Johan Van Marten, olandese; Sandro Dandini, romano; Stefania Massaro; Abdallah Ben Kadour, algerino;  Mauro Bettarini, commissario. I personaggi, sempre in disputa fra loro alle volte anche per l’ascensore del piccolo palazzo di piazza Vittorio, però sono tutti d’accordo sull’innocenza di Amedeo. L’ascensore è il luogo dell’omicidio, è il luogo deputato ad ogni pregiudizio e ad ogni scontro. Il libro delinea una grande varietà di tipi umani: si va dal professore milanese leghista e razzista, al barista romanista anti-laziale, dalla colf peruviana che sconfigge la nostalgia con cibo e telenovelas,  all’aspirante cuoco iraniano che odia la pizza e la pasta, dall’amante dei cani sconvolta per la scomparsa dell’amato Valentino, all’artista olandese amante del cinema italiano con velleità di realizzare un film sul condominio di piazza Vittorio. Insomma dalle varie voci emerge una saggi analisi antropologica che riesce a penetrare nel sempre e continuamente invocato scontro di civiltà che assilla i nostri tempi.

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