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Manovra. Tasse alle imbarcazioni, Ici prima casa? Qualcosa non quadra. La nave Italia affonda

ROMA – Il governo sta valutando l’ìipotesi di inserire nel pacchetto della manovra l’aumento delle aliquote Irpef di 2 o 3 punti.

E, secondo indiscrezioni, l’Esecutivo Monti avrebbe intenzione di tassare  non solo i diritti di stazionamento delle imbarcazioni, ma anche mettere in campo una sorta di patrimoniale sui beni di lusso come ville , yacht, nonchè seconde e terze case. Chiaramente per le abitazioni si andrà verso una legge delega per la revisione degli estimi catastali. La manovra prevede anche il ritorno di una tassazione sull’abitazione principale, accompagnata da una serie di detrazioni legate al reddito e alla composizione del nucleo familiare.
Ma non è tutto. Spunta anche un’altra ipotesi, ovvero quella di far cassa anche dalla sanità, già particolarmente compromessa, con ticket ad hoc solo su alcuni ricoveri ospedalieri – quali ancora non è dato a sapere – ed altri accorgimento che farebbero risparmiare alle casse dello Stato qualche miliardo di euro, probabilmente tra i tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro. Tagli previsti anche sui trasporti. Non poteva mancare anche un provvedimento sul fronte evasione fiscale con l’abbassamento a 500 euro della soglia di tracciabilità del denaro contante.

Si starebbe, inoltre, ancora ragionando su una stretta alle pensioni di reversibilità da contemperare con una serie di ragioni sociali e sanitarie. Ancora in corso valutazioni sulla misura, il mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni in essere, che troverebbe la ferma contrarietà di tutto il sindacato e del Pd. Possibile l’ipotesi di lavorare su una soglia di esenzione dal provvedimento relativamente alta.  In arrivo poi nuove semplificazioni e liberalizzazioni mentre un altro fronte aperto è quello delle infrastrutture. È previsto lo sblocco dei fondi per le infrastrutture, un ricorso facilitato al project financing con i privati. Insomma fervono gli ultimi preparativi per l’atteso 5 dicembre, giorno in cui Mario Monti presenterà ufficialmente il conto agli italiani. Un conto salato dicono i più scettici, che non soddisfa affatto.

Come Susanna Camusso, segretario della Cgil, che, riferendosi alla vicenda delicata delle pensioni con la soglia dei 40 anni, parla di “agnello sacrificale”. Per la sindacalista, infatti, se le voci riguardanti le pensioni sono serie, si tratta di  misure preoccupanti. “Per come vengono proposte siamo al fare cassa e tutto il peso è caricato sui lavoratori dipendenti”, puntualizza Camusso. Insomma per il segretario non c’è nessuna traccia di una vera e propria tassa sulle grandi ricchezze, almeno fino a quando non sarà lo stesso Monti a smentirla domenica prossima nell’incontro che li vede partecipi.

Anche sulla tassa per i natanti interviene il presidente di Ucina-Confindustria Nautica, Anton Francesco Albertoni, che parla di “colpo di grazia” per un settore che nel 2010 ha dimezzato il proprio contributo al Pil, passato da 6,5 a 3,2 miliardi. “In  Italia – ribatte Albertoni –  le imbarcazioni sono oltre 153 mila e ogni tre generano un posto di lavoro fisso”.  Insomma per il presidente sarebbe “un tuffo nel peggior passato”, se questa misura si dovesse concretizzare.

Per ora c’è solo da attendere le prossime ore per verificare la veridicità sulle indiscrezione. Tuttavia la cosa certa è rappresentata da un fatto inequivocabile. Questo governo non potrà mai rappresentare quella rottura  con il passato che gli italiani auspicano. I loro legami con i poteri forti sono troppo radicati. Non abbiamo bisogno di nuovi musicisti, perchè l’Italia deve cambiare musica per evitare che la nave affondi. E i marinai stanno già con l’acqua alla gola.

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