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Napoli moratoria rifiuti

NAPOLI – Napoli è ancora una volta nell’occhio del ciclone per la questione rifiuti, stando alle parole del commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, la città e l’Italia avrà due mesi di tempo per porre fine all’emergenza rifiuti.

Il commissario ha precisato che la moratoria concessa alla città di Napoli ha come scopo quello di evitare di far scattare le sanzioni Ue; sanzioni salate e che si ripercuoterebbero su un Paese già fortemente in crisi.
Non si sono fatte attendere le repliche dal governo italiano, il neo-ministro all’ambiente, Corrado Clini, in una nota ha dichiarato che l’Italia avrà tempi strettissimi per intervenire in maniera convincente per risolvere il problema rifiuti: il rischio, precisa il ministro, sarebbe una multa salatissima che pagheranno soprattutto coloro che non hanno alcuna colpa, ovvero quelli che si impegnano per l’ambiente e che rappresentano la maggioranza dei cittadini.

Quest’ultima frase, a parer nostro, rischia di inscenare nuove diatribe all’interno del Paese fra nord (padania in particolare) e mezzogiorno, reo di non seguire regole/norme di buona civiltà; in un momento in cui il Paese necessita di unità, coesione e parole distensive, quelle del neo-ministro sembrano uscire dai binari.
Di questa moratoria pare non sia d’accordo il sindaco partenopeo, Luigi de Magistris, il quale intervenendo sulla “questione Napoli”, dice (riportiamo fedelmente quanto le agenzie di stampa riportano sulle varie redazioni) dicniara: “Non c’è nessuna emergenza rifiuti a Napoli. Sono arrabbiatissimo; poi una polemica con i vari giornali rei, secondo de Magistris  di creare un ulteriore danno forte all’immagine della città.
In seconda battuta de Magistrsis  ammette la grande precarietà del nuovo sistema in rottura con i sistemi criminosi del passato, chiede in sostanza fiducia e tempo, ma questo tempo, pare abbia una data di scadenza, fra due mesi!

A conclusione del suo intervento de Magistris, prendendo a prestito lo storico film, Totò, Peppino e la malafemmina, si inerpica in una parafrasi e metafora azzardata: “Non è che i rifiuti sono come la nebbia di Totò, che c’è ma non si vede?
Come a dire che l’emergenza rifiuti è solo un lontano ricordo ed ora tutti gli sforzi della città sono concentrati per la costruzione dei centri per lo smaltimento dei rifiuti.
Resta pertanto, l’unico dato oggettivo della questione, ovvero la moratoria e le possibili multe per il paese, il resto servirà a poco quando, scaduti i due mesi di tempo per risanare l’emergenza il paese si troverà a pagare l’ennesima multa per inadempienza e mancata responsabilità.
Le rispettive posizioni, i due punti di vista in essere, non dovranno né potranno divergere ancora perché, in questo momento storico, l’Italia non è in grado di pagare alcuna multa, tanto meno di inerpicarsi in questioni di politica sociale con chi, dall’alto della sua posizione preminente, ha potere decisionale sulle nostre manovre.

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