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Il 17 dicembre 2ª assemblea nazionale del Coordinamento No Debito

ROMA –  “Per dire no al debito e no al governo Monti” il 17 dicembre al teatro Tendastrisce, si terrà la seconda Assemblea nazionale del Coordinamento No Debito, nato l’estate scorsa su iniziativa di lavoratori che operano nel sindacato, nella politica e nel sociale ed alla quale hanno poi aderito anche soggetti sociali e politici collettivi. 

Uno spazio politico pubblico che fa del non pagamento del debito un obiettivo che intende salvaguardare il reddito e le condizioni dei popoli di tutta l’Europa- spiegano in una nota gli organizzatori-che vuole costruire un’opposizione al governo della BCE e della finanza internazionale, a questa Europa che fa gli interessi delle banche e che impone sacrifici a milioni di persone.
L’analisi condivisa dal coordinamento è che il governo Monti con la sua manovra del 4 dicembre ha operato una sostanziale aggressione contro i ceti popolari, le lavoratrici e i lavoratori del paese.
Il sistema pensionistico-chiarisce il coordinamento- ha subito uno stravolgimento epocale in cui lavoratori e le lavoratrici anziane saranno costretti  al lavoro 1-2-3, fino a 6 anni in più, per arrivare più tardi a pensioni più basse. I pensionati sono lasciati indifesi nei confronti di un’inflazione che tende a crescere (è già al 3,5%). I giovani, che seppure sono presentati come i beneficiari della manovra, troveranno sempre più i posti di lavoro occupati da anziani a cui è vietato andare in pensione.
Una spirale infinita, dunque, in cui a farne le spese sono sempre le stesse categorie cui oltre al problema occupazionale, vengono aumentate le tasse  che ricadono sui e redditi medio bassi, l’IVA, le addizionali Irpef locali, le accise sulla benzina, l’ICI sulla prima casa, i ticket sanitari.

A fare le spese della manovra saranno anche le regioni e gli enti locali a cui saranno ulteriormente tagliati i finanziamenti il che rischia di mettere a rischio tutti i servizi pubblici, dalla sanità ai trasporti. 
Altro tema di grande preoccupazione già aperto nel precedente governo Berlusconi è la prospettiva di una riforma del mercato del lavoro.

Nel frattempo i ricchi non vengono toccati-afferma il coordinamento- anzi, una parte delle risorse tagliate ai ceti popolari andrà a coprire gli sgravi fiscali per le aziende, consentendo ai padroni più lauti profitti.
Il ceto politico si autotutela- continuano i coordinatori- conservando tutti i suoi grassi privilegi. Sottraendo diecine e diecine di miliardi al reddito dei cittadini, inoltre, la somma delle manovre di Tremonti e di Monti aggraverà la recessione già in atto facendo perdere altre centinaia di migliaia di posti di lavoro. 

Un appuntamento, dunque, importante quello di sabato 17 dicembre, in cui l’Assemblea discuterà dell’attuale situazione e delle iniziative che il Coordinamento NO Debito vuole proporre nei prossimi mesi per opporsi alle manovre sino ad ora attuate dal Governo Berlusconi  prima e da Monti ora.

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