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Saggi. “Viva Mussolini”. La guerra della memoria nell’Italia di Berlusconi, Bossi e Fini

ROMA – L’11 dicembre 2011 il campo nomadi della Continassa, a Torino, viene assalito e dato alle fiamme in un spedizione punitiva anti rom.  Due giorni dopo, a Firenze, in pieno giorno, al grido di “Negri, tocca a voi”, Gianluca Casseri uccide due senegalesi e ne finisce altri tre prima di togliersi la vita. Di ieri la notizia degli arresti di cinque esponenti dell’organizzazione antisemita “Militia” in procinto di organizzare attacchi alla comunità ebraica di Roma.

Considerarli gesti isolati, episodi privi di un più profondo legame è un modo semplicistico di affrontare la storia recente del nostro Paese. Lo storico svizzero Aram Mattioli nel suo «Viva Mussolini!» (Garzanti Libri), ci mette in guardia da un’analisi consolatoria del nostro ultimo ventennio, ricostruendo una “guerra della memoria” che risponde a un preciso progetto politico. Infrangendo alcuni tabù della nostra memoria condivisa, gli eredi politici del fascismo e gli xenofobi populisti della Lega Nord, al governo con Berlusconi, hanno imposto infatti all’Italia un’agenda culturale volutamente revisionista. Lo aveva capito bene Indro Montanelli, citato nell’epigrafe del libro, quando ha detto che questa “è la peggiore delle Italie che io ho mai visto […]. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.

Molte idee razziste, xenofobe, antisemite, care alle destre più estreme, hanno trovato spazio  nel dibattito pubblico del paese. Una vera e consapevole rivoluzione culturale che, partendo dalla memoria e dalla rivalutazione di Mussolini, ha poi influito direttamente sulle politiche identitarie e dell’immigrazione.

Le frasi, le dichiarazioni, i discorsi, i gesti dei leader politici della destra italiani vengono raccolti da Aram Mattioli in un’attenta ricostruzione storica, dimostrando in che modo nel nostro paese si è imposto un tale clima di intolleranza e volgarità crescenti. Affrontare la questione della nostra storia recente come fa «Viva Mussolini!», può finalmente servire a collegare tra loro questi tragici e vergognosi episodi recenti e a comprenderne la loro matrice comune: “L’Italia è una nazione bellissima, a cui resta solo la speranza di potersi liberare dai fantasmi che la tormentano dall’inizio degli anni Ottanta, quando è cominciata la rivoluzione culturale della destra”.

La guerra della memoria nell’Italia di Berlusconi, Bossi e Fini

Collezione Storica Garzanti
Traduzione dal tedesco di Sara Sullam 

272 pagine
€ 22.00
ISBN 978881160138-8

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