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Manovra “iniqua e recessiva” il 27 Gennaio anche Or.S.A. proclama lo sciopero generale

ROMA – Il 27 Gennaio sarà una giornata di mobilitazione per tutto il sindacalismo alternativo. All’ USB, SLAI COBAS, CIB-UNICOBAS, SNATER, USI e SICOBAS si aggiunge OrSA, che ha indetto lo sciopero generale e generalizzato per l’intera giornata.

I lavoratori incroceranno le braccia contro la manovra del governo considerata iniqua e recessiva.

I dati dell’ufficio Studi CGIA di Mestre, parlano, nel triennio 2012-2014, di un effetto complessivo della manovra Berlusconi e ‘Salva Italia’, di 8.266 euro a famiglia e 3.432 euro a cittadino, un impatto che ancora una volta va a toccare i ceti popolari già pesantemente gravati dalla crisi che dal 2008 pesa sul paese.
Il Presidente del Consiglio Mario Monti aveva detto che i capisaldi del governo, in campo economico sono equità, crescita, rigore. Tutti i sondaggi-chiarisce OrSA in una nota- dicevano che gli italiani, delusi dai risultati dei governi che si sono succeduti negli ultimi vent’anni, riponevano grandi aspettative in un governo di ‘non politici’. E invece –continua l’organizzazione sindacale- come primo atto economico, questo governo tecnico ha fatto una manovra iniqua e recessiva.

Il fatto è che quando si vanno a toccare i lavoratori e i pensionati con le nuove norme sulle pensioni e le famiglie con l’aumento delle tasse, senza sfiorare minimamente i grandi patrimoni si fa fatica a pensare che un’operazione del genere possa rispondere ai proclami di equità crescita e rigore.
Il dato reale è che nonostante ci sia stato un cambio di guardia tra governo politico e governo tecnico i problemi dell’Italia, sembrano essersi attestati alla drammaticità delle prospettive di un paese sull’orlo del precipizio.

Lo sciopero generale OrSA è proclamato:

• Contro la manovra del governo Monti che oltre a confermare le precedenti, colpisce il sistema pensionistico e la condizione economica dei pensionati, comprime il potere di acquisto dei salari attraverso l’aumento dell’IVA, dell’IRPEF locale, dei ticket sanitari, dell’accise sui carburanti e l’istituzione della tassa IMU che sostanzialmente reintroduce l’ICI sulla prima casa;

• Contro i diktat dell’Unione Europea che impongono la perdita di sovranità del Paese e manovre recessive che si abbatteranno sui lavoratori e sulla popolazione meno abbiente;
• Contro le precedenti manovre del governo Berlusconi che prevedono privatizzazioni selvagge e aggravio delle condizioni di tutti i lavoratori attraverso la mobilità obbligatoria

per il pubblico impiego e misure volte a facilitare i licenziamenti;

• Contro il “piano Marchionne” che provoca: delocalizzazione, la cancellazione del contratto nazionale e la svolta autoritaria in materia di relazioni industriali;

• Contro il taglio delle risorse destinate al TPL, al Trasporto Regionale e al Trasporto Universale;

• Contro l’accordo del 28 giugno 2011 sottoscritto tra CGIL, CISL e UIL e Confindustria, successivamente ratificato il 21 settembre 2011 scorso che ha aperto la strada  al governo Berlusconi che con la sua manovra, con l’art. 8, ha sostanzialmente cancellato i contratti nazionali e ha indebolito le condizioni di stabilità del rapporto di lavoro;

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi.

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