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Lega Nord. Slogan contro Napolitano “terun” e vaffa a Monti al “Berghem Frecc” di Bergamo

Cosa non si fa per ritornare davanti alle telecamere e sui giornali. Per la lega nord e Umberto Bossi, di tutto e di più

BERGAMO – Alla “Berghem Frecc” di Albino (Bergamo), il comizio di Umberto Bossi riconferma l’angoscia di un leader in caduta, sempre più minoranza politica. Il 29 dicembre nel Comune della Valseriana Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli si sono alternati al microfono davanti ai loro militanti.

Lo stile peggiora. Ridondante e sovversivo
Insulti al Presidente della Repubblica indicato come “terùn”. Riproposta in altra salsa la secessione rinominata “indipendenza” è il repertorio orror di un partito chiuso ed estremo, concettualmente fuori dal contesto italiano e dal mondo.
Dal palco bergamasco, il discorso di Bossi è parso trito e ritrito e di dubbio gusto: “diamo un saluto al presidente della Repubblica” è la provocazione che scatena fischi, e cori di leghisti che cantavano slogan “Monti vaffa …” Soddisfatto e giulivo della reazione, Bossi, al microfono ironizza e risponde: “Magari gli piace”.
Qualcuno dal pubblico gli ricorda le origini di Napolitano. Lui divertito risponde: “Non sapevo che l’era un terun”.
La presunzione di interpretare il pensiero del popolo del nord, prevarica e trabocca nei proclami.

Il Presidente Napolitano è accusato di: “riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord” e riferito alle guerre per l’unità d’Italia dichiara: “tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall’altra parte”.
Divertente invece la considerazione del Senatur riferita a Monti: “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo”. Il carroccio, stupido e distante, lascia ad intendere che non sapeva di poteri forti e di manovre di palazzo per la dipartita di Berlusconi e l’insediamento del governo tecnico. Ma allora che facevano a Roma oltre che pensare alla nipote di Mubarak e gravare di sanzioni il paese per i fuori legge delle quote latte? Non si sono accorti delle grandi manovre?

Gli ex amici di scorribanda
Poi un pensierino per l’ex amico Berlusconi, considerato “fedele alleato” di Monti e di: “quello che dice la sinistra”. Giudizi anche a Tremonti, colpevole di aver regalato l’8 per mille alla Chiesa: “Roma è piena di furbacchioni – spiega – in politica e nel Vaticano”. Ci si chiede perchè non si siano accorti prima dei regali del ministro.
Infine per rincuorare si incita: “Ci sono momenti in cui la battaglia è decisiva: liberi o schiavi – precisando – noi dobbiamo andare a Milano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle”.

Gli incontri leghisti e le fiabe moderne consolatorie
Così si riassume l’intervento di un leader vecchio e ossessionato dal consenso. Tra molti bla bla sgrun sgrun, e molti “libera libera” si è raccontato la fiaba della padania liberata e salvata con grandi battaglie dal mostro cattivo.
Oggi la dirigenza leghista vuole rappresentare la lotta dell’intero nord. C’è in atto il dramma del “recupero elettori” persi durante l’incredibile governo Berlusconi.
Ma non basta sparare a vanvera discorsi estremi per dimenticare quanto sia stato poltronista il carroccio.
Non bastano gli annunci spinti per assecondare i militanti desiderosi di battaglie. Non si può bypassare che, proprio loro, sono gli artefici del baratro del paese. Per anni si sono create le  premesse del governo Monti. Non sono stati all’altezza dei tempi.

La lega non è il nord
La lega non ha mai rappresentato il nord. Il popolo del nord è un popolo elegante, istruito, generoso, umile, ma soprattutto, educato nella forma e nell’indole.
Il pensiero leghista distorce il nord nell’animo, interpretandolo incapace, cieco, sordo e sboccato.
Il futuro della lega è nel suo agito, e nel dna. Tra le performance decise e l’erede Trota, più che di “indipendenza” si può parlare di decadimento e isolamento. Una curiosità; ma la favola della liberazione del nord, finisce con: “e vissero tutti felici e contenti dentro la grande muraglia padana?”

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