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Vladimir Luxuria e animalisti italiani onlus contro le pellicce. Per salvare 60 milioni di animali

ROMA – Vladimir Luxuria è la testimonial della Campagna dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” per la salvezza degli animali da pelliccia.

“Sono orgogliosa di essere la testimonial di una grande Associazione come gli “Animalisti Italiani Onlus”, per l’amicizia che mi lega a loro e agli animali” – dichiara una entusiasta Vladimir Luxuria – “Non è un caso se 15-20 anni fa al Muccassassina, di cui avevo la direzione artistica, fui la prima a vietare le pellicce nel guardaroba suscitando scandalo e reprimende. Ho voluto prestare la mia immagine prima di partire per la mia lunga esperienza per l’Honduras: gli animali non possono aspettare! Non comprate pellicce: si può essere belle senza indossarle!”.  

“Ogni anno” – dichiara Walter Caporale, Presidente dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus”, autore di numerosi blitz e denunce contro allevamenti di animali da pelliccia e canili lager (in diverse occasioni volontari e troupe di Striscia La Notizia e della RAI furono aggrediti dagli allevatori, i filmati vengono ancora oggi spesso riproposti da Striscia La Notizia per la violenza e la crudezza: disponibili su youtube e su www.animalisti.it)  – “un miliardo di visoni, ermellini, volpi, zibellini, cani, gatti, conigli vengono uccisi per produrre pellicce o inserti e risvolti per giacconi, guanti, cappelli, doposci, cappotti, giacche.

Durante la nostra Campagna Pellicce 2010 con Romina Power,  abbiamo lanciato una petizione per chiedere un’etichettatura trasparente per la chiara indicazione del materiale di cui sono fatti i risvolti in pelliccia, spesso creduti sintetici perché economici e che invece risultano essere di cane o gatto. Nel nostro paese è molto diffuso purtroppo l’ingresso illegale di queste pellicce nonostante l’Italia abbia vietato dal 2004 (Legge n.189) l’importazione e la commercializzazione di pelli e pellicce di cani e gatti e nonostante nel 2007 anche l’Europa, con il Regolamento 1523/07, ha approvato lo stesso divieto per tutti i Paesi appartenenti all’Unione Europea.

Dopo la nostra petizione, pochi mesi fa l’Unione Europea ha fatto un piccolo, ma importante, passo avanti con l’approvazione del Regolamento UE 1007/2011 che ha introdotto l’obbligo, dall’8 maggio 2012 di etichettatura di tutti i capi con pelliccia, piume o pelle, che devono riportare la dicitura “Contiene parti non tessili di origine animale”.

“Una conquista importante,” – conclude Walter Caporale – “ma non sufficiente a tutelare oltre 60 milioni di linci, volpi, orsi, lupi, ma anche cani, gatti, cervi, uccelli che vengono catturati, tra atroci sofferenze, attraverso l’utilizzo di trappole, lacci, morsetti, reti elettriche ad alta tensione.

Per questo motivo l’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” ha lanciato una nuova raccolta di firme con cui chiediamo al Parlamento Italiano e a quello Europeo di emanare Regolamenti e Leggi affinché si individui un’etichettatura che indichi correttamente, senza ricorsi a sinonimi, l’animale utilizzato per realizzare e rifinire il capo di abbigliamento o l’accessorio in pelliccia nonché l’allevamento di provenienza: tutto questo a tutela dei cani, dei gatti e degli animali catturati in natura”.
Per maggiori info  www.animalisti.it

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