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Ultras, una lobby senza controllo fra prepotenza e vittimismo mediatico

Gli ultras della Lazio festeggiano a notte fonda i 112 anni del loro club a colpi di molotov, petardi e slogan antisemiti

 

Sembra che in Italia ci siano alcune realtà senza padroni, libere di poter fare tutto ciò che vogliono, sfruttando la violenza, la prepotenza ed il vittimismo mediatico.

Sono i cosiddetti Ultras, una delle lobby più potenti e influenti della classe media italiana, i “padroni dello stadio”, quelli che decidono chi deve andare in curva e chi in tribuna, chi è una persona onesta e chi un affarista, chi è da contestare e chi da idolatrare, chi è degno di vestire una maglia e chi invece è un uomo da disprezzare.

Nella domenica calcistica in cui a Bergamo i tifosi milanisti sono stati letteralmente presi a sassate degli ultras atalantini e i curvaioli juventini hanno esposto un duro striscione contro il neo centravanti Marco Borriello (senza avergli visto disputare nemmeno un minuto), è la città di Roma a trovarsi teatro di un nuovo incredibile sopruso da parte degli ultras, questa volta a danno dei cittadini.

Questa notte un nutrito gruppo di Irriducibili della Ss Lazio ha deciso di “vegliare” in piazza della Libertà, nel quartiere Prati, fino alla mezzanotte per attendere lo scoccare del 112° compleanno della società biancoceleste. Una manifestazione in piena regola, dove si sono dati appuntamento centinaia di supporters “armati” di bandiere, contornati da un imponente schieramento di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, che hanno circondato l’intera piazza, pur mantenendo una distanza di circa 80 metri dai tifosi. Qui lo scandalo: gli ultras hanno iniziato a far esplodere numerose bombe carta all’indirizzo delle forze dell’ordine, insieme a vari fumogeni, bloccando la circolazione e creando disagi non indifferenti ai residenti.

Passata la mezzanotte, dopo che i festeggiamenti hanno raggiunto il loro apice, è quindi iniziato il lento deflusso. Tra fuochi d’artificio, numerosi petardi e lo sventolio di molte bandiere della Lazio, non sono mancati cori contro le forze dell’ordine e di ispirazione neofascista (“Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà”) oltre a quelli immancabili diretti verso i romanisti (compreso un “romanista ebreo”). Le forze dell’ordine sono rimaste schierate in tenuta anti-sommossa per diverse ore. In terra, per strada, numerose bottiglie. Una manifestazione in piena regola, tutt’altro che civile, autorizzata a notte fonda, in barba alle disposizioni del Comune di Roma e del sindaco Alemanno; lo stesso primo cittadino alcune settimane fa inveiva contro i lavoratori che protestavano per le strade di Roma, mossi da condizioni di disagio ben più gravi di una sconfitta per 4-0 a Siena.

Chi paga per tutto questo? Chi decide che gli “ultras” devono essere trattati come organizzazioni privilegiate? In nome di quale valore queste persone lanciano petardi contro le forze dell’ordine e tengono sveglio un intero quartiere? Una provocazione: se la violenza vince sulle contestazioni civili, perché gli scontri del 15 ottobre a San Giovanni sono stati demonizzati in maniera così veemente?

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