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Uno Bianca. Semilibertà a Occhipinti. Indignazione dall’associazione vittime

VENEZIA –  Marino Occhipinti, uno dei componenti della “Banda della Uno bianca”, condannato all’ergastolo, ha ottenuto la semilibertà dal Tribunale di sorveglianza di Venezia.

L’ex poliziotto della Mobile di di Bologna era in carcere dal 1994 ed ha già usufruito di un permesso nel 2010. Occhipinti era stato condannato per l’omicidio di una guardia giurata avvenuto durante una rapina a un furgone portavalori, a Casalecchio, nel Bolognese. La banda della Uno bianca dal 1987  all’autunno del 1994 commise ben 103 azioni delittuose in Emilia Romagna, durante le quali furono assassinate 24 persone e ferite 102. Durante un’intervista,  Occhipinti chiese perdono ai parenti dei familiari della guardia giurata uccisa.

Tuttavia, la decisione del  Tribunale veneziano ha sollevato l’indignazione da parte dei familiari delle vittime.
“Se l’hanno fatto, vuole dire che potevano farlo e che ne aveva diritto. Io me lo immaginavo perchè pare si sia comportato bene in carcere, ma non lo trovo giusto. Siamo molto amareggiati perchè un conto è far uscire uno che ha rubato per mangiare, un conto è far uscire un assassino, come è Occhipinti. Non possiamo fare altro che prendere atto di questo decisione”. Così la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della Uno Bianca, Rosanna Zecchi.  “Forse – ha aggiunto Zecchi –  la decisione del tribunale è dovuta al fatto che vogliono liberare le carceri. ma Occhipinti ha ucciso una persona, un giovane. Poi si è dissociato dicendo che fu un atto di debolezza. Ma non è stato così: è stato zitto per sette anni. Se avesse parlato, altri si sarebbero potuti salvare. Lui sapeva che cosa agiva nella questura di Bologna”.

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