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Fincantieri. Genova, Marghera, Palermo, da Nord a Sud continua la protesta delle tute blu.

GENOVA – Il tanto atteso incontro di ieri sera 10 gennaio con il Ministro  Passera, dopo lo sciopero e il blocco dell’aeroporto di Genova  della settimana scorsa da parte degli operai di Fincantieri,  non ha cambiato minimamente le prospettive per i lavoratori del cantiere ligure. Non solo, oggi la protesta delle tute blu Fincantieri si è estesa anche a Marghera,  così come continuano  da dieci giorni le proteste negli stabilimenti di Palermo.

 

 

Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, pur confermando il supporto dell’esecutivo e assicurando la volontà di dare un futuro ai siti in cui opera la Fincantieri, non ha convinto la Fiom che è rimasta delusa riguardo le prospettive dello stabilimento genovese, soprattutto in relazione all’accordo separato sulla riorganizzazione e sulla riduzione del personale. Queste le ragioni della protesta di oggi.  Ancora una volta dunque momenti di alta tensione e clima rovente in mattinata  a Genova dove le maestranze della Fincantieri di Sestri Ponente sono tornate sul piede di guerra, guidate appunto dalla Fiom che non ha ritenuto sufficienti le rassicurazioni  di ieri sera del ministro, il cui impegno ha invece convinto sia Fim che Uilm.

 

Nuovo sciopero dei  lavoratori, presidio davanti ai cancelli dello storico stabilimento navale, cassonetti rovesciati e  conseguenti disagi per la viabilità. Il blocco di questa mattina è stato successivamente rimosso ma questo non significa affatto si siano placate le tensioni.

La situazione rimane infatti ancora molto grave e tesa in quanto ai lavoratori non sono state date alcune garanzie occupazionali. Come ha sottolineato anche il leader della Fiom, Maurizio Landini “non sono state date risposte alle richieste fatte”, soprattutto in relazione ad una più equa redistribuzione dei carichi di lavoro tra i vari cantieri. Il rischio potrebbe essere anche che la cantieristica, come già avvenuto per la Fiat, abbandoni il Paese.

 

La nuova protesta  mette in dubbio anche la consegna entro marzo della nave ‘Oceania’, l’ultima commessa del cantiere a conclusione della quale il piano di riorganizzazione del gruppo prevede la cassa integrazione per tutti i lavoratori di Sestri. “O la situazione cambia o non consegneremo la nave all’armatore” – queste le parole di Giulio Troccoli,  Rsu Fiom Cgil del cantiere.

 

Il blocco di via Soliman è iniziato intorno alle sette e alle nove dal cantiere è partito un corteo diretto verso il centro città. Presente sul posto anche il sindaco di Genova Marta Vincenzi: “Chiederò un incontro al ministro Passera per riaprire la vertenza Fincantieri” –  “La città va verso lo sciopero generale, perché questo è stato un attacco frontale nei confronti di Genova –  Salviamo Genova, salviamo l’Italia attraverso Genova” –   questo è quanto ha detto il sindaco del capoluogo ligure parlando con gli operai Fincantieri.  Affermazioni che hanno suscitato alcune critiche da parte del segretario generale della Fim Cisl,  Giuseppe Farina che ha non esitato infatti  a bollare  le parole del primo cittadino come ‘irresponsabili’ riferendosi soprattuto al rischio di  ulteriori tensioni e violenze tra i lavoratori.

 

Sciopero di 4 ore, blocco del cantiere e volantinaggio di protesta anche davanti alla Fincantieri di Marghera promosso dalla Fiom-Cgil, sempre contro i tagli allo stabilimento veneziano previsti nel piano di riassetto dell’azienda. I lavoratori sono scesi lungo l’arteria che collega la terraferma al centro storico veneziano provocando disagi al traffico per protestare contro il piano che prevede, per la sola Marghera, il taglio di 150 addetti sui circa mille dipendenti dello stabilimento.

 

Manifestazioni anche a Palermo, dove circa  mille operai del Cantiere navale e dell’indotto hanno partecipato alla manifestazione contro il piano da 140 esuberi predisposto da Fincantieri. Le tute blu, al decimo giorno di sciopero, hanno sfilato per raggiungere la sede della Prefettura, dove è in programma una riunione sulla vertenza tra la Regione siciliana, i vertici del gruppo Fincantieri e i rappresentanti sindacali. L’incontro di oggi in prefettura dovrebbe chiarire i cinque punti ipotizzati per il rilancio del sito, attraverso il mantenimento dei livelli occupazionali.

 

Si è parlato della vertenza Fincantieri, e delle nuove proteste degli operai di Sestri Ponente, anche nel colloquio di oggi tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando,  ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato. “Pur non avendo competenze in merito – spiega il governatore ligure – il presidente Napolitano ha chiesto di essere informato su questa delicata vicenda”. Lo scorso 10 giugno, in occasione della sua visita a La Spezia per la festa dei 150 anni della Marina Militare, il Presidente invitò a pranzo alcuni lavoratori del Gruppo e definì Fincantieri un “patrimonio da non disperdere”.

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