Tumori, cellule NK: nuova frontiera dell’immunoterapia

Una nuova strategia contro i tumori resistenti

Le cellule Natural Killer (NK) potrebbero rappresentare una delle più promettenti evoluzioni dell’immunoterapia oncologica. Un team internazionale coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha sviluppato una nuova generazione di cellule NK ingegnerizzate capace di superare alcuni dei principali meccanismi con cui i tumori sfuggono al controllo del sistema immunitario.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapy del gruppo Nature, aprono nuove prospettive terapeutiche per pazienti affetti da neoplasie aggressive e resistenti ai trattamenti oggi disponibili.

Il ruolo delle cellule Natural Killer

Le cellule NK appartengono al sistema immunitario innato e costituiscono una delle prime linee di difesa dell’organismo. Sono in grado di riconoscere e distruggere rapidamente cellule infettate da virus e cellule tumorali senza una precedente esposizione.

Molti tumori, però, riescono a disattivarle modificando il microambiente tumorale, ovvero l’insieme delle cellule e delle molecole che circondano la massa neoplastica. Questo ambiente favorisce la crescita del cancro, la diffusione delle metastasi e la resistenza alle terapie immunologiche.

Come funzionano le nuove cellule NK ingegnerizzate

Per superare questi ostacoli, i ricercatori hanno progettato una piattaforma innovativa di cellule NK multifunzionali capace di svolgere contemporaneamente tre azioni terapeutiche.

La prima permette di riconoscere e colpire le cellule tumorali che esprimono PD-L1, una proteina utilizzata dal cancro per bloccare la risposta immunitaria.

La seconda neutralizza il sistema HLA-E/NKG2A, uno dei principali meccanismi con cui i tumori inattivano le cellule Natural Killer.

La terza consiste nella produzione autonoma di Interleuchina-15 (IL-15), una molecola che favorisce la sopravvivenza, la proliferazione e la persistenza delle cellule NK, mantenendole attive più a lungo.

“L’elemento distintivo della nostra strategia è la capacità di combinare in una singola piattaforma il riconoscimento del tumore, il superamento dell’immunosoppressione e il mantenimento della funzionalità delle cellule NK”, spiega Paola Vacca, responsabile dell’Unità di Cellule Linfoidi dell’Immunità Innata del Bambino Gesù e coordinatrice dello studio.

Risultati promettenti nei test preclinici

La nuova piattaforma è stata valutata in modelli sperimentali preclinici relativi a diverse neoplasie pediatriche e dell’adulto, tra cui neuroblastoma, medulloblastoma, leucemie e adenocarcinoma pancreatico.

In tutti i modelli analizzati, le cellule NK ingegnerizzate hanno dimostrato una significativa attività antitumorale, riuscendo a mantenere la propria efficacia anche nei tumori caratterizzati da un elevato grado di immunosoppressione, uno dei principali motivi di insuccesso delle attuali immunoterapie.

Secondo gli autori, questi risultati costituiscono una solida prova di principio per sviluppare una nuova generazione di immunoterapie cellulari “off-the-shelf”, cioè pronte all’uso, potenzialmente producibili su larga scala e disponibili per un numero molto più elevato di pazienti.

Quali prospettive per la ricerca sul cancro

Sebbene siano necessari ulteriori studi prima dell’avvio della sperimentazione clinica, la ricerca rappresenta un importante passo avanti nel campo dell’immunoterapia.

L’obiettivo del team sarà ora proseguire lo sviluppo traslazionale della piattaforma per trasferire questa tecnologia nella pratica clinica e offrire nuove possibilità terapeutiche ai pazienti affetti da tumori ad alto rischio o resistenti ai trattamenti convenzionali.

Uno studio internazionale sostenuto da Fondazione AIRC

La ricerca è il risultato della collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, l’Università di Roma Tor Vergata e l’Ospedale Universitario di Würzburg in Germania.

Il progetto è stato finanziato da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro attraverso il programma Investigator Grant IG2022, a sostegno dello sviluppo di nuove strategie di immunoterapia cellulare con un elevato potenziale di trasferimento clinico per il trattamento dei tumori più difficili da curare.

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