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Nave Costa. De Falco, l’eroe della Capitaneria salva la faccia all’Italia

Il Comandante Gregorio De Falco della Capitaneria di Porto di Livorno, salva la faccia all’Italia e compensa la viltà del Comandante Schettino, l’indifendibile che si inventa ogni tipo di bugie per scappare dalla sua nave che affonda, viene affrontato, nella telefonata più famosa del momento, dal grintoso ufficiale che al comando della sala operativa la sera della tragedia della nave Costa, non solo coordina i soccorsi ma restituisce all’Italia una dignità che i gesti del capitano della Concordia avevano mandato a picco insieme alla sua imbarcazione.

Da sette anni, il già eroe del web è il capo sezione operativa della Capitaneria di Porto di Livorno. Si è arruolato in Marina nel 1993 ed è a Livorno dal 2005. La sera della tragedia era lui a capo di un team di cinque persone nella sala operativa della Capitaneria –  “il migliore che potessi avere – dice De Falco – nonostante  ciò non siamo riusciti a portare a termine fino in fondo il nostro dovere, quello di salvare tutti”. Ecco il suo racconto, dei primi concitati momenti di quella terribile notte, rilasciato durante un’intervista ad un quotidiano: “Nella nostra sala operativa abbiamo una complessa strumentazione che ci permette di monitorare le navi passo dopo passo. È quello che abbiamo fatto dopo che ci è arrivato l’allarme da una passeggera della Concordia, tramite i carabinieri. E così ci siamo accorti che la nave era molto vicina alla costa, che stava rallentando e già procedeva a velocità molto lenta. Inoltre, il fatto che il comandante parlasse di guasto elettrico non tornava con l’invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio. Un comandante serio non può far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non è necessario”.

La vicenda sta facendo il giro del mondo e la frase più significativa di tutta la conversazione telefonica viene tradotta in tutte le lingue: “Get back on board, for fuck’s sake!” dal New York Times, al Guardian, da El Pais a Le Figaro, tutti trascrivono e traducono i concitati passaggi dello scambio tra i due uomini di mare partenopei. “Schettino? Ascolti Schettino, ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa e la porta sotto la prua della nave, lato dritto prende una biscaggina (scaletta, ndr.), lei la risale va a bordo della nave, e mi riporta quante persone ci sono. E’ chiaro? Io sto registrando questa telefonata comandante Schettino. C’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone, e che cosa hanno a bordo, chiaro? Mi dice se ci sono donne, bambini o persone bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie, è chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto veramente molto male, le faccio passare un mare di guai. Vada a bordo, cazzo!”

Su Twitter #vadaabordocazzo diventa un trend, su Facebook si formano gruppi di sostenitori di De Falco che riscatta l’Italia dall’umiliazione internazionale e dai soliti luoghi comuni sugli italiani “spaghetti e mandolino”.

A gettare nuove ombre sulla serietà ed integrità italiana però, la notizia del provvedimento del Gip Valeria Montesarchio che ha deciso ieri, di non convalidare il fermo del capitano e di disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione, accogliendo così le richieste della difesa. La decisione lascia tutti a bocca aperta, tra il comico e il tragico erano stati i tentativi di discolpa di Schettino, che in tribunale davanti ai magistrati, spiegava che al momento dello scontro era al comando e che nel caos dell’evacuazione non era fuggito ma semplicemente caduto nella scialuppa (mantenendo ben saldo il cellulare e nella scialuppa sono caduti con lui anche 3 colleghi ufficiali,  coincidenza notevole). “Non capisco il provvedimento del Gip. Sono curioso di leggere le motivazioni domani”. Questo il commento a caldo di ieri, del procuratore di Grosseto Francesco Verusio, questa mattina infatti la Procura ha annunciato di voler ricorrere al Riesame.

In mare sono rimaste 11 persone e 22 sono i dispersi, che se non fosse stato per gli sforzi di tutti i soccorritori coordinati dal Comandante De Falco, sarebbero molti di più.

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