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Legge elettorale cercasi. Napolitano apre le consultazioni tra i partiti, ma la strada è accidentata

ROMA – Il presidente Napolitano tesse ancora una volta la tela aprendo le consultazioni sulla riforma della legge elettorale tra le forze politiche. Questa volta sarà impresa difficile. Il problema non è trovarsi d’accordo su un tipo di modello o meno, quanto di prendere atto di una situazione in essere che indica un percorso dal quale è difficile liberarsi.

La questione della legge elettorale non è fine a se stessa, e non può che rispecchiare ciò che, appunto avviene nella realtà politica del paese. Ancora una volta si è alla ricerca di un compromesso e non di un mezzo che possa dare ai Cittadini la possibilità di esprimersi secondo le proprie idee e prospettive.

Da sinistra a destra il quadro politico si dimostra frastagliato; antiche alleanze sono saltate e si stanno aprendo scenari inaspettati (almeno rispetto al passato). In sostanza la legge con cui dovrebbero essere chiamati a votare i Cittadini, sarà viziata dalla solita logica delle alleanze, intese come alleanze per andare a governare.  Risulta evidente che il maggioritario abbia perso importanza e ragione di esistere, sempre che l’abbia precedentemente avuta. Perché dunque mostrare ancora una volta la faccia peggiore di questa nostra politica?  I Cittadini hanno il diritto di vedere rappresentata la loro idea, il loro modo di intendere la società, e possono farlo solo se si permette loro di esprimersi liberamente, sicuramente non attraverso la forzata scelta tra due sole opzioni rappresentate da due schieramenti, così come vorrebbe il sistema maggioritario. Il PD e L’IDV sono ormai un lontano ricordo di quell’alleanza democratica che voleva contrastare il passo a Berlusconi; la rottura prolungata è ormai avvenuta e difficilmente sarà ricomponibile. Non va meglio per la destra, che vive un momento agitato. La Lega ritorna ancora una volta a essere, bene o male, l’ago della bilancia; questa volta scegliendo di rifarsi una verginità persa nelle stanze romane a fianco delle truppe Berlusconiane. Il mito Bossiano sta mostrando i suoi limiti e lo stesso Senatur, che tutto è fuori che uno sprovveduto, ha ben capito che se non vuole la fine definitiva di un partito che ha inciso profondamente nella politica italiana degli ultimi anni, non può che andare incontro alla volontà di una base sempre più vicina al fido Maroni. Questa volta la strada di Lega e PDL sembra ormai correre su binari diversi, più che probabilmente lontani da quelli seguiti per tanto tempo. In pratica, quel valore aggiunto che ha permesso al PDL di raccogliere frutti gustosi e prelibati, non sarà più al suo fianco.

Il buon Pierferdinando, paladino dei “confindustriali”, se la ride di gusto! Tutti (compreso il PD..) guardano al “suo” Centro, e la speranza di ricomporre quella famosa “balena bianca” non è più un miraggio. Resta però il fatto che anche il Terzo polo da solo non ha molte speranze. Tanto che lo stesso Casini non disdegnerebbe un ritorno al proporzionale. Ecco svelato l’arcano, e con esso il fermento del presidente Napolitano.  Ci chiediamo cosa possa venir fuori da questi incontri se non l’inizio di una mediazione che rischia, pur di trovare un equilibrio, di portarci ad un altro “porcellum”. Passeranno probabilmente mesi prima di arrivare ad una vera conclusione.  Forse non sarebbe una cattiva idea quella di valutare l’orto del vicino, dando un’occhiata ai vari modelli Europei. Non che siano perfetti, ma almeno hanno dimostrato più affidabilità dei nostri. Ogni paese ha le proprie caratteristiche, questo è vero, ma nessuno di questi avrebbe mai adottato un “porcellum” ma neppure “tentennato” sulla necessità di trovare regole condivise. In parole semplicissime, siamo ancora una volta a scegliere prima gli avversari e gli alleati e poi si pensa a fare le regole!

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