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Nave Costa. Schettino sospeso. Spunta la donna bionda: “Ero con Schettino”

ROMA – Mentre negli Stati Uniti la Carnival Corporation, che controlla il brand Costa Corciere,  nella persona del suo chairman Micky  Arison, riceve critiche per non essersi recato sul luogo della tragedia, per il ritardo con cui è stato affrontato il disastro e per la vaghezza delle rassicurazioni su come evitare simili incidenti in futuro, in Italia riprendono i soccorsi e continuano le indagini.

Le ricerche dei dispersi
L’Unità di Crisi diretta dal prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi comunica che dopo lo stop di ieri, a causa dell’oscillazione del relitto di circa un metro, i responsabili operativi dei soccorsi nell’Isola del Giglio hanno deciso la ripresa, a partire dalle 6, delle operazioni di ricerca e soccorso. Salvo eventuali cambiamenti dell’assetto di stabilità del vascello monitorato da speciali apparecchiature fornito da un Istituto di Ricerca della Commissione Europea.

L’inchiesta
Sono due al momento gli indagati per il naufragio della Concordia: il comandante della nave, Schettino, agli arresti domiciliari, e il primo ufficiale.
L’attenzione degli inquirenti a lavoro per ricostruire fatti e responsabilità del disastro, sono concentrate su due nuovi aspetti della vicenda: da una parte il coinvolgimento e la possibile testimonianza di una giovane donna che sembrerebbe essere stata ospite di Schettino, dall’altra la pratica degli “inchini” delle navi da crociera in zone non idonee alla navigazione dei grattacieli galleggianti.
La donna misteriosa sarebbe Domnica Cermotan, una ragazza moldava di 25 anni che potrebbe avere assistito alla tragedia della Costa Concordia dalla sala di comando. La donna ha rilasciato un’intervista alla rete moldava Jurnal Tv a Domnica, in cui racconta la sua esperienza ed elogia l’operato di Schettino. I pm vogliono interrogarla per capire perché non risultasse nelle liste dei passeggeri e se ci fossero a bordo altre persone non registrate e per avere altre informazioni sul drammatico momento dell’impatto con gli scogli.
A finire sotto la lente delle indagini anche la pratica delle rotte sotto costa. Quella degli “inchini” alle isole che vede i colossi del mare sfilare vicinissimi a terra per farsi pubblicità e per portare “omaggio” alle località di interesse culturale si rivela una abitudine frequente, pericolosa, ma soprattutto attuata fuori dalla legalità con l’apparente tolleranza delle Capitanerie.

La posizione di Costa crociere
Alcune inchieste giornalistiche, hanno portato alla luce come tra chi gestisce grandi navi passeggeri e cargo sia in uso una regola non scritta che prevede di minimizzare le richieste di soccorso: chiedere aiuto alla Capitaneria significa dover spiegare come si è finiti nei guai, sottoporsi a ispezioni e controlli e di conseguenza perdere soldi.
Finalmente però arriva la sospensione del comandante della Concordia, da parte della Costa, che si è dichiarata parte offesa nel naufragio in cui hanno perso la vita almeno 11 persone. Singolare era stato per questi 5 giorni l’atteggiamento della dirigenza della società, che nonostante l’evidente responsabilità di Schettino ancora non aveva preso provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Questo ritardo ha fatto supporre un coinvolgimento della dirigenza nelle decisioni e nei ritardi di richiesta di aiuto di quella tragica notte (sono al vaglio i tabulati telefonici dell’indagato che sembra aver avuto più di un contatto con i suoi superiori a terra). Oggi, uno dei legali della società, l’avvocato Marco De Luca, ha riferito che la compagnia marittima non provvederà alla tutela legale del comandante. Alla Carnival Corporation, ha detto sempre il legale, non risulta che ci fosse una donna in plancia, precisando che la donna in compagnia del comandante la sera della tragedia “risulta senza dubbio persona regolarmente imbarcata il 13 gennaio stesso nel porto di Civitavecchia e regolarmente registrata”, spiegando che “le leggi vigenti, le norme di sicurezza e i sistemi di controllo che l’azienda adotta con assoluto scrupolo, non consentono l’imbarco di persone non registrate”.

Sono iniziati i rimborsi per i passeggeri della Concordia di biglietti e spese sostenute a bordo, mentre Pier Luigi Foschi, presidente ed Amministratore Delegato della Costa Crociere, ha inviato una lettera a tutti coloro che almeno una volta sono stati ospiti della compagnia : “Ho il dovere di rendere conto a chi, come Lei, ha riposto in noi la propria fiducia”. Nella lettera viene rivolto un commosso pensiero al dolore delle famiglie delle vittime, si elogiano  gli “atti di eroismo di membri dell’equipaggio che hanno anteposto l’altrui salvezza alla propria”, ricordando gli alti standard di sicurezza che caratterizzano le navi Costa . Senza fare il nome di Schettino l’accaduto viene imputato ad un unico errore umano.

 

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