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Occupazione Teatro Valle. Una fondazione a difesa di un bene comune

ROMA – Iniziata sette mesi or sono l’avventura degli occupanti del Teatro Valle di Roma, oggi, questo luogo si presta ad assumere una nuova, e forse definitiva, veste: Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

Il passaggio da “comune” Teatro a Fondazione Teatro Valle Bene Comune è stata raggiunta, appunto, attraverso i lunghi mesi di Occupazione (è pensiero condiviso che nel diritto civile, l’occupazione, sia un modo di acquisto della proprietà a titolo originario consistente nella presa di possesso di cose mobili che non appartengono ad alcuno (cosiddette res nullius). Nel caso del Valle, però, l’occupazione voleva essere il solo modo per occuparsi, nel senso letterale del termine, del teatro stesso; una occupazione che avrebbe restituito, finalmente, il teatro ai suoi legittimi proprietari, i lavoratori in primis e la comunità conseguentemente).

L’idea, una volta preso il possesso del teatro, prevedeva un secondo passaggio, fondamentale quanto decisivo, ovvero fondare una nuova forma di vita che regolasse sia il possesso che i rapporti con l’esterno che questo avrebbe conseguito, da qui l’idea della Fondazione (fondazione come l’atto di fondare, cioè costituire una nuova entità) con nuove regole di con-vivenza sia all’interno del teatro, che fra lo stesso, la comunità e  le istituzioni.

L’acquisizione definitiva di uno statuto, ancora in forma di bozza, richiede ulteriore tempo e lavoro per giungere ad una forma quanto più chiara possibile, e questo non scoraggia affatto i promotori, i quali, non risentono delle fatiche di questi lunghi mesi di preparazione e gestazione.
L’insorgere di una nuova entità rappresenta, stando alle parole di alcuni fra i promotori della Fondazione, il primo atto di una rivoluzione culturale che si vorrebbe applicata alle decine di teatri, e non solo aggiungiamo noi, che oggi rischiano di scomparire per via dei tagli alla Cultura previsti in questi ultimi anni dalle politiche di Governo.
Gli stessi precisano che la protesta e la legittima presa di posizione con la creazione della Fondazione, non voleva essere, e non vuole essere, un atto d’insubordinazione nei confronti del vigente Governo, o un atto eroico di alcuni reazionari, quanto, piuttosto, la legittimazione della Cultura come valore fondante di un Paese civile; l’idea, concludono gli ideatori, è quella di costruire nuove forme di aggregazione sociale in cui tutti possano partecipare in forme e modi differenti.
Stando a quanto riportato nella prima bozza dello statuto ed a conferma di quanto sopra scritto trascriviamo il quarto articolo dello statuto, il quale recita:
“Sono soci sostenitori quanti, persone fisiche e giuridiche, intendono contribuire alla Fondazione sotto forma di semplice apporto pecuniario.
I soci sostenitori devono contribuire per un ammontare minimo annuo stabilito dall’Assemblea, sono riconosciuti tali con delibera assembleare ed il loro nome è conservato in apposito Albo.
Possono partecipare alle assemblee senza diritto di voto, ma sono regolarmente informati di quanto succede al Teatro Valle”.
Per chi volesse saperne di più sulla fondazione e sul resto delle operazioni che si svolgono in teatro potrà consultare il link del sito, riportato qui di seguito:
http://www.teatrovalleoccupato.it/campagnafondazione

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