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La vergogna senza volto

Una volta, l’uomo era fiero, forte e coraggioso. Si insegnava ai maschietti che il pianto era un segno di debolezza, di mollezza consentito solamente alle femmine. Gli uomini appartenevano al sesso forte, le donne al sesso debole.

Gli uomini potevano comprare case, ereditare corone, patrimoni e poderi, gestire denaro, giudicare e punire, tutelare, gestire. E tante altre cose ancora come guidare treni, aerei, navi, sparare missili, ripudiare la moglie o averne decine, ubriacarsi, fumare, sputare, andare a prostitute, essere ministri, presidenti di questo o quello, insomma avere potere, guadagnare denaro e spenderlo quanto e come volevano.

Si festeggiava la nascita di un maschio e non si nascondeva la delusione per un fiocco rosa (spesso anche oggi, per non parlare della Cina e dei suoi decreti in materia di nuclei familiari). Gli uomini fino ad un secolo e mezzo fa, si sfidavano a duello per un’offesa; esisteva un codice d’onore e le sue ferree regole venivano rispettate. L’onore non poteva essere calpestato senza conseguenze e l’offesa veniva lavata con il sangue.
Le donne, allora, avevano bisogno di un marito per essere riconosciute dalla società, marito (di cui portavano il cognome rinunciando al proprio), che sostituiva il padre e che aveva l’onere di mantenerle e proteggerle assicurando loro uno status indispensabile per acquisire un minimo di rispetto. Ad una signora non era consentito lavorare, nè studiare più di quanto permetteva di saper leggere, scrivere il proprio nome e calcolare il resto da ricevere. A nessuna donna, tranne poche silenziose e sofferte eccezioni, era permesso dipingere, scolpire, fare ricerche scientifiche e di altro genere.

La donna era esclusa dal potere, da tutte le decisioni importanti, dall’indipendenza e considerata un essere inferiore.  Per secoli la chiesa le ha negato persino di possedere un’anima e l’ha dichiarata impura.
Sono state mandate al rogo, incolpate di stregoneria, migliaia di donne perchè conoscevano il segreto di erbe e di piante selvatiche con le quali facevano infusi ed unguenti per curare malattie e lenire il dolore. Ad altre, durante la rivoluzione francese, fu tagliata la testa non solo perchè al posto del pane che mancava al popolo consigliava le brioches, ma perchè erano state cacciate dal convento per un Decreto Nazionale del 1789 che vietava il voto e si riunivano in segreto per continuare a pregare: della storia di quelle tredici monache martiri di Compiègne la scrittrice Gertrud Von Le Fort raccontò la storia poi ripresa da Georges Bernanos intitolata ” Dialoghi delle Carmelitane ” .

Le donne colte, belle sono state spesso sospettate di frequentare il diavolo e comunque non potevano ribellarsi all’autorità maschile tanto meno a quella della chiesa. Sono pochissime le eccessioni fra l’altro di donne che hanno pagato un altissimo tributo per andare contro corrente.
La scienza ha rivelato che il cervello delle donne ha un peso inferiore a quello maschile. Per alcuni, ancora oggi questa affermazione è l’inconfutabile prova della loro inferiorità.
Oggi, le donne vanno al fronte assieme agli uomini e a volte, calpestano la dignità dei loro prigionieri nel peggior dei modi, come hanno fatto e fanno molti uomini da secoli. Le soldatesse e non solo loro, imitano il lato peggior dei maschi sbandierando il libertinaggio sessuale, modalità usa e getta senza discriminazioni, sfruttando, sgomitando e non disdegnano le lacrime per meglio ingannare.
Si finge, si ruba, si distrugge, si odia, si tradisce, si uccide, si scappa senza che nè uomini nè donne si ricordino il significato della vergogna in nome di una squallida sopravvivenza.
Ognuno per sè è il moto del mondo.

Perchè stupirsi se il comandante di una nave che ospitava più di quattro mila anime, colpevoli di realizzare un sogno a prezzo contenuto, pone in salvo se stesso per primo mentre il mostro che ha appena abbandonato ai suoi abitanti minaccia d’inabissarsi.
Dov’ è finito il codice dell’onore?
Appena raggiunta la terra ferma, a cosa hanno pensato gli uomini con addosso le loro impeccabili uniformi con tante  stelline?
Sono stati assaliti dalla vergogna, dal disgusto per se stessi, dall’orrore per il loro tradimento e i crimini compiuti?
Hanno avuto l’audacia di guardarsi allo specchio la mattina dopo? Dove e come hanno trascorso la notte?
Riescono a pranzare, dormire,  incontrare lo sguardo dei propri figli o di sconosciuti senza tremare?
Il bambino mai cresciuto ora piange, forse per la prima volta. Solo per se stesso o per la vergogna?

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