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ROMA –  Ormai da due anni prosegue la  vertenza delle operaie dello stabilimento della Omsa di Faenza.

“Minacciate di perdere il lavoro –  scrivono in una nota le lavoratrici –    a causa di una delocalizzazione della produzione che nulla ha a che vedere con la crisi e tutto ha a che fare con il profitto”.
Nel frattempo alla vigilia di Capodanno il gruppo GoldenLady ha comunicato alle 239 lavoratrici ancora occupate che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.

“La perdita di qualsiasi scrupolo da parte dell’azienda – prosegue la nota –  ha sollevato la giusta indignazione di molti/e, decisi/e a solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici. Da tempo è partita una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo che, anche grazie ai social network, sta raggiungendo un notevole livello di diffusione.”

“Come donne, collettivi e realtà autorganizzate – continua sempre la nota –  vogliamo diffondere un appello per un’iniziativa congiunta in tutte le città italiane per sabato 28 Gennaio. Con volantinaggi, striscioni, musica, presidi, flash mob ed ogni altro strumento utile, proponiamo una giornata di informazione e boicottaggio attivo di fronte ai punti vendita del gruppo GoldenLady (Golden Point). Nel pieno dei saldi, quando all’azienda farebbe gola vendere il più possibile, vogliamo stare nelle strade per ricordare a chi pensa solo al proprio profitto che le scelte di produzione non possono passare sopra le nostre vite.”

“Piuttosto che vestire sfruttamento, le calze ce le disegneremo sul corpo”, conclude la nota.

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