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Alitalia da il ben servito ai cassaintegrati: “fine rapporto di lavoro”. ECCO LA LETTERA

ROMA – Quante promesse infrante sul tavolo di quel famoso accordo a Palazzo Chigi che grazie al governo, ai sindacati compiacenti e ad una cordata tutta italiana avrebbe dovuto rilanciare la benamata compagnia di bandiera. Quattro anni di cassa integrazione, tre anni di mobilità a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che ben presto hanno dovuto rassegnarsi ad una lenta e inesorabile scomparsa da quel mondo del lavoro, al quale avevano consegnato i loro sacrifici.

Insomma la parte “cattiva”, fatta di persone in carne ed ossa, ora sono pronte per il macero come fossero carta straccia. Così a conferma che migliaia di uomini e donne non servono più Alitalia ha iniziato a recapitare la lettera di fine rapporto di lavoro ai dipendenti cassaintegrati, ovvero a tutti quelli che fino ad ora non avevano perso la speranza di poter essere ricollocati.

“Le comunichiamo che Lei è stato individuato tra i soggetti che, per norma di legge ed alla stregua degli accordi intervenuti, vengono collocati in mobilità…”., riporta la missiva. E poi: “…Le comunichiamo che il Suo rapporto di lavoro deve intendersi risolto alla data del 13 ottobre 2012 (ultimo giorno del rapporto) , fatta salva l’eventualità della maturazione dei requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici in data antecedente…”.

Traduzione: è finita l’attesa delle promesse mai mantenute.  Dopo questo ennesimo massacro annunciato sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori viene da chiedersi a chi dev’essere addebitata questa grave colpa. Perchè di questo si tratta. Che fine faranno tutte quelle persone che si ritroveranno troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchie per trovare una nuova occupazione? Chi risponderà di questa deprecabile azione sulla quale è calato un silenzio assordante?
I sindacati con la loro doppiezza  che hanno sostenuto l’accoppiata Berlusconi Tremonti senza batter ciglio?  Il governo che si è trincerato dietro a un’ipotetica italianità per giustificare il danno causato? La discutibile classe dirigente che guadagnava stipendi stratosferici mentre la compagnia precipitava? Per ora nessuno sta pagando per questo orribile delitto e chissà se ciò avverrà in un futuro non troppo lontano. Perchè il tempo tra le fila dei cassaintegrati è come si fosse fermato per sempre e la parola “giustizia”  cancellata.

E allora iniziamo a comprendere quel disegno infernale datato novembre 2008, dove le persone sono diventate numeri le loro aspettative coefficienti.
Quante professionalità che  avevano tenuto alto il nome della compagnia seppellite, quanti posti di lavoro perduti per sempre e quante famiglie che non sapranno più come sbarcare il lunario e come sfamare i loro figli.
Grazie esponenti dell’alta politica. Grazie sindacati e grazie padroni del nulla.

 

LA LETTERA

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